Lunedì 19 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi biancorossi
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Rastelli e i cambi col Crotone: Bianchi, Gómez e Esposito non hanno cambiato la partita

Dopo lo 0-0 al San Nicola, a pesare è anche il modo in cui è stata letta la gara dalla panchina: con 7 tiri contro 16, i cambi hanno aggiunto confusione a una squadra già in difficoltà.

Rastelli
Rastelli — Foto: tuttocremonese.com

Lo 0-0 col Crotone, ultimo in classifica e con sei punti di penalizzazione, non ha avuto solo un problema di risultato. Ha riaperto una domanda che a Bari si fa da un po': quando la partita si mette storta, che cosa può cambiare Rastelli dalla panchina? Ieri la risposta è stata poco convincente. I numeri finali dicono 7 tiri a 16 e solo 2 conclusioni nello specchio contro le 5 degli avversari. Senza le 6 parate di Cerofolini la serata sarebbe finita peggio.

Il primo tempo aveva già un'impronta chiara. Il Bari ha lasciato il pallino al Crotone e ha provato a recuperare palla per ripartire. Gli ospiti hanno costruito più di noi, senza produrre nulla di drammatico. Da parte nostra non c'è stato un solo presupposto pericoloso: palleggio lento, poche idee, e il peso della manovra scaricato su quei pochi giocatori capaci di accendere la luce, Maggiore, Butić e Della Morte. Il piano non ha funzionato e dopo l'intervallo andava cambiato.

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Una panchina usata male, non solo corta

L'infortunio di Mogoš ha imposto l'ingresso di Burgio, e su quello non c'è nulla da eccepire. Le scelte successive sono un'altra storia. Con Grgic in sofferenza si poteva cercare gamba fresca a centrocampo: Colangiuli e Prisco erano in rosa e in rotazione. Rastelli ha invece mandato dentro Bianchi quasi subito, aggiungendo un uomo a un reparto offensivo che già non girava. Si può leggere come un messaggio alla squadra, ma sul campo l'effetto è stato un attaccante a girare senza trovare posizione. Il Crotone ha avuto più spazio in mezzo, con Maggiore che senza palla fa fatica.

Poi è entrato Gómez, che arrivava da un periodo di recupero. Con lui Butić e Bianchi si sono pestati i piedi: tre attaccanti vicini e nessuno a rifornirli, costretti ad abbassarsi per toccare palla. Più uomini davanti, meno occasioni. Il contrario di ciò che serviva.

Poi c'è Esposito, entrato solo per gli ultimi cinque minuti. Nelle prime giornate aveva mostrato lampi capaci di rompere l'equilibrio, e ieri i due esterni titolari non erano in giornata. Perché aspettare così tanto? Parlare col senno di poi è facile, ma i dubbi erano evidenti mentre la partita si giocava, non dopo.

Rastelli, nel dopo gara, ha ammesso: «Passo indietro? Può capitare, non mi preoccupa [...] noi sottotono fisicamente, poteva andare meglio». Il secondo posto a 20 punti e i 5 di ritardo dal Potenza capolista (25) ci dicono che il margine per recuperare c'è ancora. Ma una squadra che punta alla promozione diretta non può permettersi di lasciare mezza partita nelle mani di una gestione confusa. Resta una domanda scomoda: se quella panchina c'è, perché non la si usa quando serve?

Venerdì alle 20:30 a Caserta, contro la Casertana dell'ex Stellone, servirà una risposta diversa. E con il rischio di un divieto di trasferta, forse senza nemmeno i nostri tifosi sugli spalti.

Il video ufficiale

Fonte: TuttoBari

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