Venerdì 9 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi biancorossi
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Roselli: «Giugliano e Crotone alla portata, serve l'unità che ci portò dalla C2 alla B»

L'ex centrocampista biancorosso, in squadra dal 1986 al 1987, legge il doppio impegno casalingo e indica nel gruppo coeso la via per la promozione.

Roselli
Roselli — Foto: sampnews24.com

Un San Nicola vuoto resta il primo pensiero di chi ha vestito quella maglia. Giorgio Roselli, centrocampista del Bari dal 1986 al 1987, ha affidato a TuttoBari la sua lettura del momento biancorosso alla vigilia del doppio impegno casalingo con Giugliano e Crotone.

«Sinceramente, penso che un San Nicola vuoto rappresenti un vantaggio per gli avversari», ha detto Roselli. «Le prossime due partite, almeno sulla carta, sembrano alla portata del Bari, che ha l'occasione di ottenere risultati importanti e ritrovare continuità». Il calendario gli dà ragione sulla carta: dopo il Giugliano di sabato, 18° con 7 punti e la difesa più bucata del girone, arriva al San Nicola il Crotone, fermo a zero punti anche per una penalizzazione di 6.

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Sul rapporto tra tifoseria e società, in una fase in cui la proprietà De Laurentiis resta un tema aperto nel dibattito tra i tifosi, Roselli ha scelto parole di equilibrio: «Giocare in piazze come Bari e Cosenza, dove il rapporto tra tifoseria e società è particolarmente teso, non è semplice. Il calcio, però, è soprattutto la gente: senza tifosi allo stadio si perdono emozioni e motivazioni. Bisognerebbe trovare una soluzione che vada bene per tutti, perché gli estremismi non portano a nulla di positivo».

Sulle dirette concorrenti per la promozione, Roselli non guarda al Potenza capolista ma alle grandi piazze del girone: «Rimango dell'idea che le dirette concorrenti del Bari siano le grandi squadre di cui abbiamo già parlato, quelle più attrezzate». E richiama un precedente personale: con la Cremonese, al fianco del bomber Gioacchino Piscitelli, passò dalla C2 alla C1 tramite i playoff e, l'anno successivo, conquistò la Serie B con quattro giornate d'anticipo, cambiando pochissimo nella rosa. «Questo dimostra che, oltre alla qualità dei calciatori, si era formato un gruppo molto unito, con una grande armonia e la convinzione di poter vincere. Quando si crea un'intesa del genere all'interno di una squadra, diventa difficile mettere in difficoltà quel gruppo. Ed è proprio questo che può fare la differenza nella corsa alla promozione».

Resta il rammarico per gli spalti: «Quando guardo una partita del Bari, mi piacerebbe rivedere lo stadio pieno come ai tempi del vecchio San Nicola. Magari oggi riempirlo completamente è più difficile, ma riportare tanta gente allo stadio è possibile. Nei momenti belli, il sostegno del pubblico può essere un aiuto importante per tutti, oltre a rendere lo spettacolo ancora più bello». Parole che arrivano a cinque giorni dal ko di Salerno, con il Bari terzo a quota 16 e la necessità, prima di tutto, di dimostrarlo già sabato contro il Giugliano.

Fonte: TuttoBari

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