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Dodicesimi con tre punti: cosa dice la classifica del Girone C, e cosa ancora no

Tre giornate bastano per un primo censimento, non per un verdetto: in testa ci sono nomi che nessuno dava per scontati, e qualche piazza di peso arranca più del previsto.

Lo stadio Angelo Massimino di Catania
Lo stadio Angelo Massimino — Foto: Leandro Neumann Ciuffo · CC BY 2.0

Il Catania è dodicesimo con 3 punti in 3 gare: due sconfitte d'esordio, poi il 4-0 al Cosenza che ha cambiato la lettura della classifica senza cambiarne la sostanza. Il dato utile, più della posizione in sé, è quanto sia compresso il gruppo: dal primo posto al dodicesimo ballano appena sei punti, e a quota 3 col Catania ci sono anche Savoia, Monopoli e Casarano. Un pareggio o una sconfitta spostano diverse caselle in una direzione o nell'altra.

In vetta, a 9 punti, il terzetto Picerno-Potenza-Sorrento non è quello che la vigilia avrebbe indicato come corazzata del girone. Sono partenze da prendere sul serio come dato di fatto — tre vittorie su tre pesano comunque — ma tre giornate non bastano a certificare una gerarchia: si giudica una squadra sulla stagione passata, sul mercato, sul modo in cui gioca, non solo sui punti raccolti nelle prime settimane. Per ora dicono soprattutto che in questo girone nessuna delle piazze con più storia ha messo la testa avanti.

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Chi delude, e chi tiene il passo Delle squadre che la piazza considera al nostro livello per blasone, il Bari con 6 punti è quello più in linea con le attese, appaiato al Cerignola. Le altre faticano di più: la Salernitana è ferma a 2, il Cosenza — che al Massimino non ha praticamente tirato in porta — è a 0, il Crotone chiude addirittura la classifica con un punteggio negativo. Il Foggia, altro nome pesante del girone, sta a 4: non è un dato allarmante a questo punto della stagione, ma nemmeno da corazzata.

Per il Catania la lettura resta a metà. Il 4-0 al Cosenza ha portato i primi punti e i primi gol stagionali in campionato, dopo un avvio senza precedenti nella storia recente del club per come si era aperto, ma la classifica di oggi fotografa ancora il conto delle due sconfitte iniziali più di quanto racconti la crescita mostrata contro il Cosenza. La differenza reti, 5-4, è risicata: dice che la squadra ha segnato più di quanto abbia concesso, non che il problema difensivo mostrato nelle prime uscite sia risolto.

Quello che la classifica non può ancora dire, con tre giornate giocate, è chi reggerà il ritmo e chi si è solo mosso bene nelle prime settimane più leggere del calendario. Vale per chi comanda quanto per chi è rimasto indietro. Per il Catania la prossima gara in casa, con davanti il proprio pubblico, è l'occasione per far pesare i punti conquistati piuttosto che parlarne.

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