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Il poker al Cosenza convince, i nodi restano aperti

Sette tiri in porta contro uno e quattro gol ribaltano l'avvio di stagione, ma il vero esame per Longo e per questa rosa comincia sabato con la Scafatese.

Il poker al Cosenza convince, i nodi restano aperti
Il poker al Cosenza convince, i nodi restano aperti — Grafica Arena Catania
Aggiornamento · 8 set, 18:55

Alle analisi tattiche post-partita si aggiunge quella di Christian Manfredini per Rai Sport, che inquadra il crollo del Cosenza nella ripresa come un fatto fisico più che tecnico: la squadra ospite avrebbe retto nel primo tempo senza mai riuscire a ripartire, pagando poi il dispendio energetico con un centrocampo incapace di filtrare le folate etnee. Sul fronte Catania, il commento individua proprio nella gestione del pallone in uscita dalla propria area il limite più concreto della serata, sbagliata più volte contro un avversario ormai privo delle energie per punirla. Un rilievo che restringe il campo di ciò che va corretto in vista di sabato, spostandolo dai falli e dai cartellini alla costruzione dal basso.

Il dato che pesa più del 4-0 è come è arrivato: il Catania ha avuto meno palla del Cosenza (49% contro 51%) ma ha tirato in porta sette volte contro una sola, un rapporto che in una vittoria larga non si vede spesso. Non è stata una partita dominata a centrocampo e vinta di forza: è stata vinta lì dove contava, sotto porta.

Ci voleva, perché nelle prime due giornate il Catania aveva segnato un solo gol in due sconfitte (1-2 con l'Inter U23, 0-2 a Monopoli). Stavolta Cicerelli ha aperto dal dischetto al 27', Lunetta ha raddoppiato al 54' su assist di Cavuoti, Russo ha triplicato al 60' servito proprio da Lunetta, Insigne ha chiuso all'85' su assist di Corbari. A Cicerelli è stato annullato anche un altro gol all'81': con questi numeri davanti, il problema del gol sembra improvvisamente meno grave di quanto raccontassero le prime due giornate.

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C'è però un altro numero che non va derubricato: venti falli commessi contro i dodici del Cosenza, con quattro ammoniti nell'arco della gara — Clemente e Energe tra le fila ospiti, Lunetta (ammonito già al 43', poi decisivo in gol) e Ierardi tra i padroni di casa. Con un avversario che ha chiuso con un solo tiro in porta non è costato nulla, ma è un tratto da tenere d'occhio quando di fronte ci sarà una squadra capace di punire quel tipo di superficialità.

In classifica il 4-0 vale tre punti, non di più: il Catania resta dodicesimo con tre punti in tre gare, cinque gol fatti e quattro subiti, lontano dalle squadre di testa dopo appena tre giornate. È il primo segnale concreto dopo un avvio a zero punti, in un momento in cui la piazza discute più il mercato e la gestione tecnica che il campo: sostegno a Varrà, critiche a Longo, dubbi sull'età media della rosa. Una vittoria larga con il Cosenza non chiude nessuno di questi discorsi da sola.

Quello che serve adesso non è un proclama, è una conferma: sabato al Massimino arriva la Scafatese, ed è lì che si capirà se questa sera è stata una svolta o solo una serata storta per gli ospiti.

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