Vittoria meritata, ma solo l'Arechi dirà se l'altalena è finita
Diciassette tiri ma solo quattro in porta, nessun gol valido dopo il 39': il Catania batte il Sorrento con merito, ma il tema per Longo resta la continuità.

Prima del Sorrento, il Catania aveva vinto ad Altamura, perso a Potenza, segnato sei gol al Giugliano e perso a Cerignola. Nelle ultime cinque partite non è mai riuscito a vincerne due di fila, e la prossima è Salernitana-Catania all'Arechi, domenica 15 novembre. Questa vittoria va giudicata lì: o è l'inizio di una serie, o è soltanto l'ennesimo su e giù di una squadra che finora non ha saputo dare seguito alle proprie giornate buone.
Detto questo, contro il Sorrento il Catania ha vinto con pieno merito. Ha lasciato il pallone agli avversari (45% contro 55%) e ha tirato quasi il doppio: 17 conclusioni contro 9, sei corner contro due. Il Sorrento ha centrato la porta due volte e non ha segnato. In mezzo c'è Cicerelli: prima l'assist per Bruzzaniti al 24', poi il gol del 2-0 al 39' su passaggio di Quaini. Quando è in partita, il Catania ha un giocatore che decide le gare, e oggi lo si è visto chiaramente.
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Il problema sta nei numeri che restano. Diciassette tiri e solo quattro nello specchio sono troppo pochi per chi vuole chiudere le partite prima del novantesimo. Dopo il 39' non è arrivato più nessun gol valido: c'è solo un gol annullato al 90'. Coda e Insigne sono usciti fra il 59' e il 64' senza finire nel tabellino. Con il Sorrento due gol sono bastati. In una partita più sporca, quella mira imprecisa può costare punti.
La classifica dice secondo posto con 22 punti, gli stessi del Bari, che però ha giocato una partita in meno. Il Potenza ne ha 32, dieci in più. Il dato da cui partire per discutere di Longo sono le cinque sconfitte in tredici giornate, comprese le due d'avvio con Inter U23 e Monopoli. Una vittoria netta non le cancella, e sarebbe sbagliato usarla per chiudere il dibattito sull'allenatore. Sarebbe sbagliato anche ignorarla: oggi la squadra ha concesso pochissimo e ha giocato con l'intensità che la piazza chiede da settimane.
A Salerno serve proprio ciò che finora è mancato: confermarsi. Lì non si gioca contro un avversario qualunque ma contro una piazza della stessa storia, e per giudicare Longo varrà più una seconda vittoria di fila che qualsiasi conferenza stampa. Se il Catania vuole essere preso sul serio, dall'Arechi deve tornare con un risultato che non lasci dubbi e con più precisione sotto porta.



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