Torre del Grifo e l'elefantino ora sono del Catania. Per uscire dalla Serie C, però, mancano ancora nove punti dal Potenza
In dodici mesi la proprietà di Ross Pelligra si è presa il centro sportivo e il marchio storico. Restano domande aperte, e la classifica dice che il passo più difficile è ancora da fare.

La casa e il simbolo adesso ci sono. Il 23 ottobre 2025 il Catania FC si è aggiudicato Torre del Grifo, che il 6 ottobre ha riaperto alla squadra. Oggi, quasi un anno dopo, è arrivato l'elefantino: il marchio storico della vecchia società, matricola 11.700, è passato al club per 250mila euro. Sono due passaggi concreti nel percorso della proprietà di Ross Pelligra. Riguardano l'identità di una piazza che dopo il fallimento del dicembre 2021 e l'esclusione dalla Serie C dell'aprile 2022 è dovuta ripartire dalla Serie D.
Va riconosciuto senza giri di parole. Va anche detto che non tutto, in questo percorso, è chiaro. Ci sono caselle che restano vuote e pesano. Dopo gli addii di Zarbano e Di Tacchio il club non ha un direttore generale e la fascia di capitano non è stata assegnata pubblicamente. Investire in un centro sportivo e in un marchio dice molto della direzione presa. Non dice ancora chi, dentro la società, debba rispondere giorno per giorno della parte che conta di più: la squadra.
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Il simbolo non sposta la classifica
Dopo dieci giornate il Catania è quinto con 16 punti: cinque vittorie, un pareggio, quattro sconfitte. Il Potenza è primo a 25, nove punti sopra. Bari (20) e Sorrento (19) hanno una partita in meno, il Cerignola è quarto a 17 e la Casertana è appaiata a noi. La stagione è partita con zero punti nelle prime due giornate, l'1-2 interno con l'Inter U23 e lo 0-2 di Monopoli. Poi sono arrivati cinque risultati utili di fila, interrotti sabato al Viviani.
Il 2-1 di Potenza brucia ancora. Ghisolfi al 3', il gol annullato a Cicerelli al 37', il rigore di Castorani al 66' dopo un controllo al Football Video Support sul contatto fra Bruzzaniti e Loiacono, poi Allegretto al 90'. La piazza ha ragione a chiedere conto all'arbitro Zago e alla Lega. Al Viviani, però, il Catania ha avuto il 56% del possesso e le occasioni più nitide le ha avute il Potenza. Le due cose stanno insieme, e chi vuole la promozione diretta non può guardarne una sola.
Sul caso Cicerelli il club ha risposto con un post ironico sui social. Una posizione formale nelle sedi ufficiali non risulta. Questa è la domanda che ci portiamo dietro, ed è un'opinione nostra: una società che ha sostenuto il rilancio decisivo per riportare a casa l'elefantino può mettere lo stesso peso anche nel difendere la squadra davanti alla Lega? Il simbolo si conquista in un'asta. La credibilità in un campionato si costruisce anche così.
Il giorno della partita di Potenza il direttore sportivo Fortunato Varrà aveva detto a Telecolor: «I meriti vanno condivisi, ma non abbiamo ancora fatto nulla». Con il Potenza a nove punti, quella frase si può estendere a tutta la società. Torre del Grifo e il marchio non entrano nel tabellino.
Domenica 25 ottobre alle 15 allo Stadio Angelo Massimino arriva il Giugliano, quindicesimo con 10 punti, che con Tulino in panchina ha appena battuto 3-1 il Foggia. Arbitra Di Mario di Ciampino.
Dalla Serie C non si esce con un'asta.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoCalcioCatania




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