Chiellini cambia casacca in dirigenza: ora è Chief Club Affairs Officer, lontano dalle telecamere
L'ex capitano non supervisiona più la pianificazione sportiva: con l'arrivo di Massara, Carnevali e Ottolini il suo compito è ricostruire il peso istituzionale del club. Meno tv, più consiglio FIGC e rapporti con la UEFA.

Le urla nel tunnel del Meazza per trattenere Damien Comolli, le proteste contro l'arbitro nell'intervallo incandescente di Inter-Juventus: è una delle ultime immagini di Giorgio Chiellini da dirigente in prima linea. Oggi quella linea non c'è più, e non per caso: l'ex capitano bianconero ha cambiato ruolo, e con il ruolo è cambiata la sua presenza davanti alle telecamere.
Chiellini è entrato nel club a settembre 2024 con il compito di rappresentare la Juventus nelle relazioni con le istituzioni calcistiche nazionali e internazionali, forte di una laurea in Economia e Commercio e di una magistrale in Business Administration — il post-carriera lo aveva sempre pensato in ufficio, non in campo. Da luglio 2025 a luglio 2026 è stato Director of Football Strategy, con il compito di supervisionare la pianificazione sportiva di lungo periodo e fare da raccordo tra area tecnica, società e dirigenza: un ruolo che lo ha portato spesso in tv, prima e dopo le partite della Juventus.
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Quella fase si è chiusa con il resto dell'organigramma. Gli addii di Comolli (giugno 2026) e di François Modesto (luglio 2026) hanno aperto la strada alla nuova dirigenza sportiva — Frederic Massara all'area sportiva, Giovanni Carnevali amministratore delegato e direttore generale, Marco Ottolini direttore sportivo — che oggi lavora più a stretto contatto con i calciatori. Chiellini, dall'estate scorsa, aveva già fatto chiarezza: non vuole occuparsi di mercato né di aspetti strettamente tecnici, dopo aver gestito — non senza tensioni — l'emergenza societaria tra gennaio e giugno 2026.
Il nuovo incarico, Chief Club Affairs Officer, gli affida un compito diverso: rafforzare la capacità della Juventus di dialogare, costruire relazioni e rappresentare i propri interessi presso le istituzioni, gli stakeholder strategici e le organizzazioni sportive, in Italia e nel mondo, ridando forza al brand bianconero a partire dalle radici. Meno interviste, ma non meno presenza: Chiellini continua a seguire gli allenamenti, ha accompagnato la squadra di Spalletti in tournée ed è stato in tribuna sia per l'amichevole estiva contro la Next Gen sia per le partite di campionato.
Il suo peso istituzionale, semmai, è cresciuto altrove: Chiellini è stato eletto nel consiglio federale della FIGC in rappresentanza dei club di Serie A, al fianco di Giuseppe Marotta, Stefano Campoccia e del presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, ed è delegato ai rapporti della Juventus con UEFA ed EFC (l'ex ECA). Dall'8 luglio 2025 è anche co-proprietario del Los Angeles FC — un altro segno di quanto la sua figura si sia spostata dai campi di gioco ai tavoli che contano fuori dal campo.
Che la società gli abbia affidato questo ruolo non è un dettaglio: Chiellini è l'ultimo vero pezzo di storia bianconera rimasto dentro la Continassa con un peso specifico, l'uomo su cui il club può contare per dare credibilità ai vecchi valori mentre tutto il resto dell'organigramma viene rifatto da zero. In una stagione in cui la squadra è sesta a due punti dal quarto posto e il bilancio segna il nono rosso di fila, avere una figura che tiene i rapporti con FIGC e UEFA senza mai toccare microfono o mercato è una scelta precisa: tenere la credibilità istituzionale separata dalle macerie del campo. Resta una domanda aperta, che la fonte stessa lascia sospesa: in occasione di una partita davvero pesante, la società potrebbe ancora decidere di rimandarlo in prima fila.
Fonte: Fanpage




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