Elimoghale nella lista del Guardian: uno dei tre italiani tra i 60 migliori 2009 al mondo
Il Guardian inserisce l'esterno della Next Gen nella sua Next Generation, la selezione annuale dei migliori talenti nati nel 2009: con lui solo altri due italiani. A settembre la prima convocazione in prima squadra, per l'Europa League contro il NEC Nijmegen.

Si chiama Destiny Elimoghale, ha 17 anni, ed è uno dei soli tre italiani scelti dal Guardian nella sua Next Generation, la lista dei 60 migliori calciatori nati nel 2009 al mondo. Con lui, per l'Italia, ci sono solo Antonio Arena e Riccardo Cassano. Il nome bianconero arriva nel radar internazionale a pochi giorni da un altro passaggio simbolico: a settembre è arrivata la sua prima convocazione ufficiale in prima squadra, per la gara di Europa League contro il NEC Nijmegen.
Elimoghale è nato a Torino il 23 aprile 2009, da genitori nigeriani, e ha iniziato a giocare al GAR Rebaudengo, la squadra del quartiere. Il padre gli regalava i palloni di gomma e lo ha accompagnato in ogni passaggio: Destiny ha raccontato di voler un giorno «mettere a posto tutta la mia famiglia». C'è anche una sorellina, che porta allo stadio e che prova a coinvolgere nel suo mondo: un dettaglio che la dice lunga su un ragazzo che, nonostante la scalata rapidissima, non ha smesso di parlare prima di tutto di casa.
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Il percorso nel settore giovanile juventino è stato un crescendo senza soste. Entrato a sette anni, ha esploso con 14 gol in 24 partite di campionato nell'Under 15, più altre tre reti negli scontri a eliminazione diretta. È arrivato il titolo nazionale Under 16 nella stagione 2024/25, con lui protagonista anche nella finalissima. Poi l'Under 17 e il salto in Primavera da sotto età: nel 2025/26 ha collezionato oltre 20 presenze tra campionato, Coppa Italia e Youth League, misurandosi stabilmente con avversari più grandi di lui.
In campo è un'ala offensiva che vive sulla fascia sinistra, anche se può spostarsi a destra o giocare più vicino alla punta. Alto circa 1,82 metri, cerca l'uno contro uno, l'accelerazione, il dribbling nello stretto: un giocatore che vuole saltare l'uomo, non limitarsi a riceverlo. Il paragone più ricorrente è con Rafael Leão, ma lui lo ha respinto con una frase netta: «Non sono Leão, mi chiamo Destiny Elimoghale». Il suo modello dichiarato è un altro: Neymar, quello del Santos, capace di rendere normale la giocata impossibile.
Nell'estate 2026 è stato aggregato al ritiro della prima squadra agli ordini di Luciano Spalletti, prima del passo arrivato a settembre con la convocazione per l'Europa League contro il NEC Nijmegen. Il suo obiettivo dichiarato è arrivare in Serie A.
Vale la pena dirlo chiaro, prima che qualcuno si faccia prendere la mano: una convocazione non è un minuto giocato, e una lista di prospetti non è una garanzia di nulla. Ma in una stagione in cui la Juventus insegue il ritorno in Champions a due punti dal quarto posto, sapere che il settore giovanile sta producendo un nome che il calcio internazionale osserva da fuori non è un dettaglio da archiviare. Il prossimo passo, quello vero, resta tutto da scrivere: toccherà al campo, non alle liste.
Fonte: Sprint e Sport




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