Juventus-Rennes 2-2, un vantaggio sprecato e una rimonta a metà
Çelik segna al 5', il Rennes la ribalta prima dell'intervallo con Al-Taamari e Dia su rigore. Woltemade pareggia dal dischetto al 67', poi a Lucumí viene annullato un gol al 90'.

Quattro giorni dopo lo 0-3 con la Lazio, la partita era cominciata come doveva. Al 5' Çelik porta avanti la Juventus su assist di Woltemade: un vantaggio subito, in casa, quello che serviva per cambiare l'aria. Dura dieci minuti. Al 15' Al-Taamari pareggia su assist di Reynolds, e il Rennes torna in partita senza aver dovuto aspettare. Al 20' viene ammonito Gatti.
Al 43' il Rennes ha un rigore e Dia lo trasforma. In trentotto minuti la Juventus è passata dall'1-0 all'1-2 all'Allianz Stadium, e va all'intervallo sotto. Allo scadere del primo tempo Spalletti fa il primo cambio: entra Kalulu ed esce Çelik, cioè proprio chi aveva segnato.
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Nella ripresa, al 60', Gonzalez prende il posto di Gatti. Il pareggio arriva al 67', ancora su rigore: lo batte Woltemade, che firma il 2-2 dopo aver servito l'assist dell'1-0. È stato lui il filo che ha tenuto insieme le due reti bianconere. All'80' entrano Boga, al rientro dopo oltre un mese di stop, al posto di Kolo Muani e Lucumí al posto di Kelly. Al 90' è proprio Lucumí a mettere la palla in rete, ma il gol viene annullato e il risultato resta quello.
I numeri spiegano bene che partita è stata. La Juventus ha avuto più palla, il 54%, ma il Rennes ha tirato di più, 16 volte contro 14, e ha centrato la porta più spesso, 5 volte contro 4. Una squadra che giocava in casa e doveva rispondere a uno 0-3 ha finito per concedere più conclusioni di quante ne abbia prodotte. Non è un pareggio rubato e nemmeno un pareggio sfortunato: è il risultato di una partita controllata nel possesso ma non nel campo.
Resta un vantaggio tenuto per dieci minuti e una rincorsa che si è fermata a metà, nella competizione che quest'anno è la strada più concreta verso un trofeo e verso la Champions. Domenica alle 18 c'è il Lecce al Via del Mare, fra tre giorni, e la Juventus ci arriva senza la risposta che si chiedeva dopo la Lazio. La domanda adesso va a Spalletti, che questa squadra la guida dalla stagione scorsa: in casa, contro il Rennes, si è visto troppo poco.



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