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Woltemade tiene in piedi la Juve, ma il 2-2 col Rennes non cancella i buchi: ora il Lecce

Avanti con Çelik al 5', ripresi dieci minuti dopo, sotto all'intervallo per un rigore regalato da Douglas Luiz. Il pari arriva dal dischetto, il 3-2 di Lucumí all'88' lo annulla il Var. Una reazione c'è stata, una squadra ancora no.

Woltemade tiene in piedi la Juve, ma il 2-2 col Rennes non cancella i buchi: ora il Lecce
Woltemade tiene in piedi la Juve, ma il 2-2 col Rennes non cancella i buchi: ora il Lecce — Grafica Arena Juve

Ci sono voluti un mani di Reynold e un rigore di Woltemade per non perdere in casa contro il Rennes. Il 2-2 dell'Allianz Stadium dice questo prima di tutto il resto: per un'ora la Juventus ha subito una squadra francese che giocava palla a terra e in velocità. Il resto della partita è stato un assalto finito con un gol annullato.

L'inizio aveva illuso. Il 3-5-2 nato dal confronto tra Spalletti e lo spogliatoio, pensato per mettere insieme Kolo Muani e Woltemade e dare più densità in mezzo, ha prodotto il vantaggio dopo cinque minuti: palla di Woltemade, Çelik la mette dentro con precisione. Al 14' Kolo Muani sfiora il raddoppio di testa. Poi, al 15', il Rennes prende in controtempo la difesa: Cambiaso non tiene la corsia e Gatti si fa anticipare in area da Al-Taamari. È l'1-1, dieci minuti dopo il nostro gol.

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Il 2-1 nasce da un episodio che a ripensarci fa ancora più rabbia: rigore concesso per una parata in tuffo di Douglas Luiz in area. Un gesto tecnico del tutto immotivato, che Dia trasforma al 43'. E come domenica sera con la Lazio, il primo tempo si chiude tra i fischi.

Un'ora di apatia, poi Woltemade

Nella ripresa Kalulu entra al posto di Çelik, fermato dal fastidio alla coscia destra di cui abbiamo già scritto. Kalulu ci prova di testa, ma è un sussulto isolato. Il Rennes gestisce, Vicario si ritrova più volte solo contro Al-Taamari e contro Dia e deve tenerci in partita. La squadra non ha idee e non ha nemmeno la foga per compensarle. Quattro giorni dopo lo 0-3 con la Lazio, è la cosa che preoccupa di più.

Al 65' arriva la svolta: Reynold tocca di mano un colpo di testa di Nico González, e Woltemade dal dischetto fa 2-2. Da lì la Juve si accende, e lo Stadium con lei. Il tedesco è il migliore dei nostri, e non perché segna. È sempre nel posto giusto, aiuta a costruire, e almeno due volte ha sui piedi il 3-2 senza riuscire a segnarlo. All'88' Lucumí la mette dentro con una girata in area, ma è in fuorigioco e il Var annulla. In Europa League Woltemade è a due gol. In campionato è ancora a zero, e domenica sarebbe ora di sbloccarsi.

La reazione d'orgoglio c'è stata, e non va negata. Ma chiamarla svolta sarebbe raccontarci una bugia. Il secondo gol è nato da un errore nostro, il pareggio da un errore loro. In mezzo c'è un'ora in cui una squadra che di Champions vive da anni ha inseguito il Rennes in casa propria. Il nuovo modulo ha dato più presenza in area, ma sugli esterni e in marcatura la squadra è fragile come prima. Il pari abbassa un po' la temperatura sulla panchina di Spalletti, che dopo la partita ha chiesto di non domandargli un passo indietro. Non la spegne.

Risulta ad Arena Juve che Rennes e Lecce possano decidere il destino dell'allenatore. La prima metà dell'esame è passata con un 2-2 che non convince nessuno. La seconda è domenica alle 18 al Via del Mare, contro il Lecce di Di Francesco. Partiamo da ottavi con 11 punti, a 8 dalla vetta. Lì non basterà mezz'ora di orgoglio.

Il video ufficiale

Fonte: La Stampa

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