Juve-Spagna, 72 sfide europee dal 1962: il bilancio dice 28 sconfitte
Giovedì al Balaídos la Juventus trova la sua ennesima avversaria spagnola in Europa: un conto che dura da oltre sessant'anni e che, nonostante le notti più belle della storia bianconera, pende dalla parte iberica.

Giovedì alle 21, al Balaídos, la Juventus affronta il Celta Vigo nella seconda giornata del girone di Europa League. È solo l'ultimo capitolo di un conto aperto nel 1962: da allora i bianconeri hanno incrociato le squadre spagnole 72 volte nelle competizioni UEFA, con un bilancio di 25 vittorie, 19 pareggi e 28 sconfitte. Più sconfitte che vittorie: a dispetto delle notti che la Juve porta in bacheca come trofei della memoria, nei conteschi diretti con la Spagna la storia dice che il bilancio è negativo. C'è anche un capitolo escluso dalle statistiche ufficiali, quello della Coppa delle Fiere: nove partite contro avversarie iberiche, sei vittorie, un pareggio, due sconfitte, 16 gol segnati e 11 subiti.
Dal 1962 a oggi
Il primo incrocio è del febbraio 1962, quarti di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano: lo stesso Di Stéfano e Omar Sívori decidono le prime due gare, poi lo spareggio di Parigi, il 28 febbraio, lo vince il Real per 3-1. Bisogna aspettare quindici anni per il capitolo più importante: nel 1977 la Juventus batte l'Athletic Bilbao nella doppia finale di Coppa UEFA, 1-0 a Torino con Tardelli e 2-1 al San Mamés (gol di Bettega, poi Irueta e Carlos per i baschi), primo trofeo internazionale della storia bianconera.
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Negli anni seguenti la Spagna torna spesso a far male: nel 1986 il Barcellona elimina la Juve nei quarti di Coppa dei Campioni, l'anno dopo il Real Madrid la elimina agli ottavi ai rigori. Nel 1991 è ancora il Barcellona a fermarla in semifinale di Coppa delle Coppe (3-1 al Camp Nou, insufficiente l'1-0 di Torino). Nel 1995/96 la Juve si prende la sua rivincita contro il Real: dopo l'1-0 subito al Bernabéu, ribalta il confronto a Torino con Del Piero e Padovano e arriva alle semifinali dell'edizione che vincerà a Roma contro l'Ajax. Nel 1998, in finale ad Amsterdam, è di nuovo il Real a prevalere, con un gol di Mijatović.
Il 2002/03 resta uno dei percorsi europei più intensi: ai quarti cade il Barcellona (2-1 ai supplementari al Camp Nou, gol di Zalayeta), in semifinale il Real Madrid, battuto 3-1 al Delle Alpi con le reti di Trezeguet, Del Piero e Nedvěd. Nel 2015 è ancora il Real a incrociare la Juve in semifinale: 2-1 a Torino, 1-1 al Bernabéu con il gol di Morata che vale Berlino, dove però la finale la perde contro il Barcellona, 3-1. Due anni dopo, nel 2017, arriva una delle notti più nette contro i blaugrana: 3-0 all'Allianz Stadium con la doppietta di Dybala e il gol di Chiellini, poi lo 0-0 al Camp Nou. Anche quella strada si chiude però contro il Real, sconfitto solo nel nome: la finale di Cardiff la vincono gli spagnoli 4-1.
Sessant'anni di incroci raccontano una Juve capace delle notti più alte — la prima Coppa UEFA, il 3-1 al Delle Alpi, il 3-0 al Barcellona — e però, nel computo totale, più spesso battuta che vincente contro le squadre iberiche. È un dettaglio che vale la pena ricordare proprio alla vigilia di una nuova trasferta spagnola: il Celta Vigo non ha la storia del Real o del Barcellona, ma giovedì al Balaídos la Juventus aggiunge una nuova riga a un conto che, finora, non le ha quasi mai sorriso.
Fonte: Juventus.com




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