64 ore e 15 minuti: il tempo che la Juve ha avuto per preparare la Lazio
Rientrati da Vigo alle 4:30 di venerdì, i bianconeri non hanno sostenuto un vero allenamento fisico nei due giorni prima della sfida con i biancocelesti: Spalletti lo ammette in conferenza e lascia intendere che la formazione seguirà le energie, non solo le gerarchie.

Tra il rientro dalla Spagna e il fischio d'inizio contro la Lazio passano 64 ore e 15 minuti. Un conto preciso, fatto dal club stesso: la squadra è atterrata a Torino alle 4:30 di venerdì mattina, dopo la vittoria in rimonta sul Celta Vigo firmata Woltemade e Kolo Muani, e da lì al 20:45 di domenica rimangono poco più di due giorni e mezzo per smaltire una notte di sonno compromessa dal viaggio e la fatica di una partita giocata fino all'ultimo minuto.
In quella finestra, Spalletti ha scelto di non caricare la squadra. «Da un punto di vista fisico non abbiamo fatto niente né ieri né oggi», ha detto in conferenza alla vigilia. Venerdì e sabato niente sedute atletiche vere: il primo pensiero dello staff è stato controllare come stavano i giocatori dopo una notte in viaggio, perché non tutti riescono a dormire in aereo allo stesso modo.
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Il lavoro non si è fermato, ma è cambiato natura. Spalletti ha fatto ripassare i comportamenti da tenere in campo con esercizi a ritmi molto bassi, insistendo sulle situazioni di gioco che i suoi dovranno riconoscere domenica. Una preparazione mentale più che fisica: l'allenatore chiede alla squadra di immaginare quello che succederà in campo prima ancora che la partita cominci.
Le gerarchie contano meno delle energie
La scelta di rinunciare al carico fisico avrà un peso diretto sulla formazione, e non solo per gli undici titolari di domenica. Spalletti ha parlato di un ciclo di tre partite ravvicinate da gestire insieme al responsabile della performance e ai preparatori atletici, che stanno esaminando i dati sulle condizioni dei singoli. In alcune situazioni, ha fatto capire, sarà preferibile schierare chi è più fresco piuttosto che chi è tecnicamente migliore. Il nodo riguarda anche l'attacco, dove resta aperto il dubbio se mandare insieme dal primo minuto Woltemade e Kolo Muani — reduci da un gol a testa a Vigo — oppure tenere una carta pesante in panchina per cambiare la gara a partita in corso.
C'è poi un fatto che pesa quanto la stanchezza: Spalletti è squalificato e guarderà la partita dalla tribuna, lasciando la panchina al vice Domenichini. Di fronte, una Lazio seconda in classifica con 16 punti in 6 giornate — il miglior avvio della sua storia recente — ma che all'Allianz Stadium non vince da nove anni e arriva senza Gudmundsson, fermato da una lussazione alla spalla.
Gestire il recupero rinunciando agli allenamenti è una scelta che si può anche condividere, vista la densità del calendario fra Cagliari, Vigo e ora il campionato. Ma è anche la fotografia di una rosa che la Champions non la gioca e che per reggere su tre fronti deve risparmiare energie invece di programmarle: un lusso che le squadre con una rosa più profonda non devono concedersi. Domenica alle 20:45, con la Juventus settima a 11 punti e a caccia del quarto posto, si vedrà se il lavoro di testa fatto in questi due giorni vale quanto le gambe che sono mancate.
Il video ufficiale
Fonte: Fanpage


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