Venezia-Napoli, il problema non è il possesso: è la porta
Il Napoli tira 29 volte contro 9 e conquista 12 corner a 0, ma Stankovic risponde con 9 parate e De Bruyne sbaglia il rigore: a decidere resta il gol di Adams.

I numeri dicono che il Napoli ha comandato la partita dal primo all'ultimo minuto: 29 tiri contro 9, 10 nello specchio contro 4, 12 corner contro zero. Eppure il tabellino segna 1-0 per il Venezia, e questo basta a spiegare dove si è persa la partita: non nella costruzione del gioco, ma nella sua conclusione.
Il gol di Adams al 49', su assist di Sohm, arriva appena riaperta la ripresa e coglie il Napoli impreparato. La reazione di Allegri è immediata e massiccia: al 54' entrano insieme De Bruyne e Höjlund, un minuto dopo anche Santos. Tre cambi in sessanta secondi non sono una mossa di ordinaria amministrazione: sono il segnale che la squadra in campo non stava reggendo e che serviva un correttivo pesante, subito.
Leggi anche 29 tiri, 0 gol: il problema del Napoli è tutto qui
Il Napoli alza ulteriormente il baricentro e al 63' manda dentro anche Politano, continuando ad assediare l'area avversaria. Ma il muro tiene: nove parate per il portiere del Venezia raccontano di una porta diventata una fortezza, mentre dall'altra parte il portiere di casa (Meret, in questo caso spettatore) non viene quasi mai chiamato in causa.
Il momento che pesa più di tutti arriva al 68': rigore per il Napoli, De Bruyne lo sbaglia. È l'occasione più chiara dell'intera partita, quella che avrebbe riportato la gara in parità con oltre venti minuti ancora da giocare, e si perde lì. Da quel momento in poi, nemmeno l'ultimo cambio — Olivera, entrato all'82' — riesce a riaprire una partita che il Venezia, ridotto in dieci occasioni a difendersi con le unghie, porta a casa fino alla fine.
Restano i 10 punti in 7 gare e il 9° posto, in una classifica dove davanti c'è già distanza da recuperare. Un Napoli che tira 29 volte e non segna pone una domanda che non riguarda l'impegno, visibile, ma la capacità di trasformare in gol una mole di gioco che contro altre difese sarebbe già bastata. È una domanda che riguarda le scelte di chi allena tanto quanto l'efficacia di chi è in campo, ed è legittimo che la piazza la ponga con questo tono, dopo una serie di risultati che non stanno convincendo nessuno.




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.