Sei tiri in porta e nessun gol nostro: il problema del Napoli è lì davanti
Il pari con la capolista lo ha firmato un giocatore della Lazio: le sei conclusioni del Napoli nello specchio sono state tutte parate dal portiere avversario.

Il numero da cui partire è sei. Sono i tiri in porta del Napoli contro la Lazio, e sono anche le parate del portiere biancoceleste: nessuna conclusione azzurra nello specchio è finita in rete. L'unico gol che abbiamo messo a referto è l'autogol di Pedraza. In una partita che i numeri raccontano pari in tutto (15 tiri a 15, 6 nello specchio per parte, 6 corner a testa, possesso 49 a 51), la differenza fra pareggiare e vincere stava tutta lì, nella capacità di segnare con i propri attaccanti. E quella capacità al Maradona non si è vista.
Il primo tempo l'ha deciso la Lazio. Frattesi ha segnato al 28' su assist di Noslin, e il Napoli è andato all'intervallo sotto in casa contro la capolista, senza aver trovato la risposta. Dall'altra parte Meret ha dovuto fare cinque parate: la Lazio arrivava al tiro quanto noi, e il pareggio non è stato il frutto di una partita dominata. È arrivato a inizio ripresa da un'azione che la cronologia attribuisce a un difensore avversario, non a una giocata nostra, e va chiamato col suo nome.
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La seconda cosa che ha pesato è la gestione dei cambi. Gattuso ha mosso la sua squadra presto: un cambio al 33', uno all'intervallo, due al 61'. Allegri ha cominciato al 69', ha messo Lucca per Højlund al 74' e Giovane per De Bruyne all'83'. Dopo l'1-1 il Napoli aveva il tempo e la panchina per provare a prendersi la partita, e i cambi sono arrivati tardi e non hanno cambiato il punteggio. In mezzo, Gilmour ammonito al 65' e Vergara al 66': due gialli a centrocampo nel giro di un minuto, proprio quando la gara andava presa in mano e non inseguita.
Il contesto rende tutto più pesante. Con questo pari sono tre partite senza vittoria, dopo il 2-0 di Torino con la Juventus e il 4-1 di Porto. Il Napoli è decimo con 15 punti in 11 giornate, la Lazio ne ha 29. Chi difende Allegri dirà che contro la prima della classe un punto non si butta via. Ma con questa rosa e dopo due scudetti in tre stagioni non basta, e lo sa anche chi chiede un altro allenatore: il pareggio non sposta il giudizio, lo conferma. Il Napoli non ha perso contro la capolista, ma non l'ha nemmeno messa in difficoltà abbastanza da batterla.
Ora ci sono tredici giorni prima di Napoli-Torino, sabato 21 novembre alle 20:45 al Maradona. È una pausa lunga, e non risolve niente da sola. La domanda che questa partita lascia è semplice e riguarda chi siede in panchina: chi segna, in questo Napoli, quando l'avversario non ci mette del suo? Sei tiri in porta senza un gol non sono sfortuna, sono un problema da risolvere. Contro il Torino, in casa, nessuno accetterà un'altra risposta a metà.




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