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Allegri: «La barca va portata in porto». Ma un pari così non è una rotta

Allegri chiede una presa di coscienza a presidente, giocatori e allenatore. Gattuso esce deluso dal Maradona con un punto: è questa la differenza fra le due squadre.

Napoli-Lazio
Napoli-Lazio — Foto: sport.virgilio.it

«La barca va portata in porto. L'anno scorso col Milan perdemmo 11 punti in un mese»: Allegri ha scelto questa immagine per commentare il pareggio con la Lazio. È il linguaggio di chi pensa a limitare i danni, ed è proprio quello che la piazza gli contesta. Il Napoli è decimo con 15 punti in 11 giornate, a 14 dalla Lazio capolista, e viene da tre partite senza vittoria. A Napoli il porto non è un piazzamento qualsiasi. Il paragone con il Milan, poi, parla di un'altra squadra e di un'altra stagione. Per di più il punto di oggi non porta nemmeno la firma di un attaccante azzurro: l'1-1 è arrivato con l'autogol di Pedraza al 48'.

Poi l'allenatore ha allargato il discorso: «La presa di coscienza dev'esserci da parte di tutti: presidente, giocatori e allenatore». E su De Laurentiis: «Credo che anche De Laurentiis lui abbia chiara la realtà delle cose. Quest'anno rispetto alle aspettative ci sono difficoltà oggettive, è molto semplice». Che la responsabilità sia di tutti è vero: chi costruisce la rosa risponde della rosa. Ma chi allena risponde delle scelte, e in questa frase l'allenatore compare per ultimo. In quel virgolettato Allegri non spiega quali siano le difficoltà oggettive. Senza spiegarle, la frase resta una premessa e non diventa un'analisi.

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Sui tifosi Allegri è stato netto: «I tifosi quando la squadra vince sono tutti bravi, quando si perde non siamo bravi». Il rapporto con gli spalti però non si è rotto per un giudizio sulla bravura. Lang, ammonito al 44', nel primo tempo ha fatto alla Curva A il gesto del "non vi sento". A fine gara stava andando negli spogliatoi e i compagni lo hanno portato a forza sotto la curva, che lo ha insultato. Era già successo dopo Porto, quando era stato l'unico a non andare sotto il settore ospiti. Una frattura così si ricompone dentro lo spogliatoio, e la risposta di Allegri non la affronta. Sullo scambio di posizione fra McTominay e De Bruyne l'allenatore ha dato una spiegazione tecnica: «Ho invertito i colpitori di testa». È una scelta legittima, ma non dice nulla su come il Napoli possa tornare a fare gol da solo.

Dall'altra parte Gattuso ha raccontato un'altra scena: «Negli spogliatoi c'era il mortorio, ma li ho tirati su. Mi piace questa cosa che sono delusi». E ha aggiunto: «È vero che gli mancavano giocatori, ma vedi chi ha giocato. Potevamo fare qualche gol in più ma sono soddisfatto». La capolista lascia il Maradona dispiaciuta per un pareggio, e sono proprio la delusione e l'ambizione che oggi mancano nelle parole di chi guida il Napoli. Le assenze di Di Lorenzo e Olivera sono un fatto, ma Gattuso stesso ha ricordato chi è sceso in campo. Il 21 novembre al Maradona arriva il Torino. Lì non servirà un'altra metafora: servirà una squadra che quella partita la vada a vincere.

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