Allegri assicura: «Usciamo da questo momento con me». Ma a Napoli servono i fatti
Nella sala stampa del Penzo, subito dopo il 1-0 del Venezia, l'allenatore difende la prestazione e promette la svolta già da martedì in Champions contro il Bodø/Glimt: parole che arrivano dopo la terza sconfitta in campionato e una contestazione che cresce.

«Era meglio se facevamo solo un tiro e un gol»: Massimiliano Allegri si presenta in sala stampa al Penzo pochi minuti dopo il gol di Adams al 49' che ha deciso Venezia-Napoli 1-0, e sceglie di ribaltare la domanda sui 29 tiri complessivi della sua squadra. Non è la prima sconfitta della sua gestione — la terza in campionato dopo Inter e Como — ma è la prima in cui l'allenatore si ferma a spiegare, punto per punto, perché il dato della classifica non gli basta per giudicare la squadra.
«Io conosco solo un modo: continuare a lavorare e trasformare la delusione di oggi in rabbia. Significa che in questo momento c'è bisogno di soffrire. Ora sta a noi ribaltare questo momento. Ora abbiamo la partita di Champions martedì», dice Allegri, e mette già la testa al Bodø/Glimt, gara di Champions League, non di campionato, con la squadra ancora a zero punti dopo le sconfitte con Arsenal e Villarreal. Parole che suonano come un impegno preso davanti ai microfoni: se il Napoli deve davvero cambiare marcia, lo si vedrà martedì al Maradona, non nelle prossime dichiarazioni.
Leggi anche Champions, Villarreal-Napoli 3-1: le rotazioni di Allegri non bastano
Poi la difesa della prestazione: «Credo che quando una squadra fa 29 tiri in porta e sbaglia un rigore possa cambiare quanti centrali difensivi ci sono. In questo momento la classifica non ci sorride, abbiamo tre sconfitte. C'è solo un modo: continuare a lavorare e cercare di portare dalla nostra parte gli episodi sfavorevoli». E alla domanda se il Napoli può uscire da questo momento con lui in panchina, non lascia margini: «Assolutamente sì. Se si guarda ai risultati ci può essere preoccupazione, ma se si guarda la prestazione si cambia opinione. Oggi abbiamo fatto una partita ordinata e siamo capitolati su un mezzo errore. Siccome di questi periodi un paio li ho passati nella mia carriera, l'unico modo è continuare a lavorare».
Il problema è che «mezzo errore» e «partita ordinata» sono parole che qui suonano come l'ennesimo capitolo della stessa storia: terza sconfitta in sette giornate di campionato, nono posto con 10 punti, e il rigore sbagliato da De Bruyne che resta lì, a pesare sul passivo della serata. Allegri chiede di giudicare la prestazione e non il risultato: ma è il risultato il mestiere di chi allena, e la classifica non si aggiusta nei verbali di conferenza.
Sul turnover che non ha pagato nel primo tempo, e sul giudizio chiesto su Lucca e Giovane, Allegri rivendica le scelte: «La rosa del Napoli è ottima, non possono giocare sempre gli stessi perché sennò sono da buttare via. Lucca ha lottato, era tanto che non giocava titolare. Beukema è rientrato bene. Ora bisogna pensare a lavorare per martedì». Lucca, subentrato a gara in corso al Penzo, viene premiato per l'impegno più che per un minutaggio da titolare che in questa partita non ha avuto: la maglia dal primo minuto è andata ancora una volta a chi la indossava da settimane.
Restano tre giorni prima del Bodø/Glimt, che arriva al Maradona con i suoi tifosi invitati dal club a nascondere i gadget e vestire abiti neutri. Allegri ha scelto le parole della rabbia e della fiducia nella prestazione: la curva, dopo un'altra sconfitta e la contestazione delle ultime ore, aspetta che quelle parole si vedano in campo, non in un'altra conferenza stampa.
Fonte: Il Napolista




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.