Bargiggia: «De Laurentiis aveva già incontrato Italiano, poi il dietrofront su Allegri»
Il giornalista rivela il retroscena estivo sulla scelta della panchina azzurra: l'incontro a Roma con Italiano, il pentimento per i tempi del Bologna e la virata su Allegri, accompagnati da un giudizio durissimo sul tecnico in carica.

Sandro Sabatini, a Radio Radio, ha aggiunto un tassello alla ricostruzione: nel colloquio estivo con Allegri, De Laurentiis avrebbe posto subito un vincolo economico, dicendogli di dover «rientrare di tutti i soldi spesi con Conte», e l'allenatore avrebbe accettato la condizione dichiarando di poter ripetere quanto fatto la scorsa stagione con la rosa a disposizione. Italiano, al contrario, avrebbe chiesto investimenti per rifondare la squadra, pretesa che avrebbe reso impossibile l'accordo. Sabatini ha poi difeso il curriculum di Allegri, ricordando le due finali di Champions raggiunte con la Juventus e sottolineando che i successori bianconeri (Motta, Tudor, Spalletti) hanno ottenuto risultati peggiori, chiudendo tra terzi e quarti posti.
Prima di arrivare a Massimiliano Allegri, il piano di Aurelio De Laurentiis per la panchina del Napoli portava altrove. È il retroscena raccontato da Paolo Bargiggia sui suoi canali social: il presidente aveva incontrato a Roma Vincenzo Italiano, allora ancora sotto contratto con il Bologna, pochi giorni prima di virare sul tecnico poi scelto davvero.
Secondo la ricostruzione di Bargiggia, quell'incontro sembrava il preludio a una firma che non c'è mai stata: «Il patron aveva incontrato Italiano a Roma qualche giorno prima, poi si è pentito perché Italiano doveva ancora liberarsi dal Bologna e per questo è andato su Allegri», scrive il giornalista, aggiungendo che «oggi la situazione del Napoli è piuttosto preoccupante, ma sicuramente De Laurentiis non arriverà, almeno nel breve, a licenziare un allenatore che lui ha voluto quando stava prendendo Italiano».
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Allegri è stato ufficializzato il 3 luglio 2026 con un contratto fino al 30 giugno 2029, al posto di Antonio Conte, che aveva lasciato Napoli dopo il secondo posto in campionato a 76 punti della scorsa stagione. Se il racconto di Bargiggia è corretto, la scelta fu dettata più dai tempi stretti dell'estate che da un ripensamento sul valore dell'allenatore poi scartato.
Il giornalista non si è fermato al retroscena di mercato e ha allargato l'affondo al modo in cui la stampa racconta l'attuale tecnico: «De Laurentiis non è un uomo di calcio, però tutti sanno oramai che Allegri non fa calcio. Un Allegri che ha un'immagine, un modo in cui viene percepito dalla stampa... I giornalisti che sostengono Allegri – non si capisce perché, forse in cambio di una telefonata, di una mezza notizia, di una battuta – lo sostengono contro ogni realtà più evidente», ha scritto Bargiggia, per poi chiudere: «Il suo Napoli gioca male a prescindere da se affronti Arsenal o Genoa, e l'età della rosa non c'entra».
Un affondo che arriva nei giorni in cui il Napoli è dodicesimo in classifica con 3 punti in tre giornate, reduce da tre sconfitte di fila tra campionato e Champions League. Riaprire, alla vigilia del Bologna, la discussione sulle ragioni stesse della scelta di luglio non aiuta un ambiente già scosso: la domanda che il tifoso si porta dietro non è più solo se Allegri stia sbagliando qualcosa in campo, ma se quella scelta fosse dettata da convinzione o solo dalla fretta di chiudere prima che scadesse l'estate.
Il Bologna che arriva domenica al Maradona, alle 18:00, è ora guidato da Domenico Tedesco, squalificato e quindi assente in panchina: la stessa squadra che in estate, con Italiano ancora sotto contratto, aveva reso impossibile l'operazione raccontata da Bargiggia. Un dettaglio che la classifica attuale non permette di derubricare a semplice curiosità.
Fonte: AreaNapoli




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