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Due gol in tre minuti e il Napoli si perde da solo

Il vantaggio di Rrahmani dura appena quindici minuti: il Villarreal lo ribalta in tre e il Napoli si perde tra cartellini e cambi senza trovare risposte.

Villarreal-Napoli Da avanti a travolti in tre minuti: il nodo è la tenuta mentale
Villarreal-Napoli Da avanti a travolti in tre minuti: il nodo è la tenuta mentale — Grafica Arena Napoli

Il Napoli va avanti dopo appena otto minuti, e ci arriva nel modo più netto possibile: Rrahmani prima colpisce la traversa, poi si rifà da solo e porta la squadra sull'1-0. È l'unico vero squillo di una serata che da lì in avanti produce quasi nulla: il tentativo successivo di tiro pulito verso la porta, quello di Höjlund al 22', finisce anch'esso sul legno. Due legni e un gol nei primi ventidue minuti sono il massimo che il Napoli riesce a costruire in tutta la partita.

Perché quello che arriva dopo è un crollo vero: in appena tre minuti, tra il 23' e il 26', il Villarreal ribalta tutto. Prima Mikautadze pareggia, poi Mouriño, servito da Gerard, completa il sorpasso. Non è un episodio isolato ma una difesa che si disunisce due volte di fila nel giro di centottanta secondi: è questo il dato che pesa più del risultato finale, perché dice che il vantaggio non è stato perso per un errore, ma per un cedimento ripetuto.

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I numeri della partita raccontano una squadra che fatica a stare in campo con ordine: 15 falli commessi contro gli 8 del Villarreal, tre cartellini gialli - Giovane, De Bruyne, Di Lorenzo - contro due soli per gli avversari (Mikautadze, Saliba). Chi fatica così tanto a contenere l'avversario senza ricorrere al fallo di solito è anche chi fatica a costruire gioco pulito: i tre tiri in porta del Napoli, contro i quattro del Villarreal, vanno letti nella stessa chiave. Non è stata una squadra che ha provato a vincere e non ci è riuscita: è stata una squadra che ha smesso di comandare la partita dopo i primi venti minuti.

Allegri prova a cambiare la partita con cinque sostituzioni tra il 60' e il 72': dentro Spinazzola, Lang, Neres, Lobotka e Lucca, nel tentativo di ritrovare equilibrio o peso offensivo. Non basta: all'86' è un altro subentrato, Oluwaseyi, entrato al 63' e servito da Pérez, a chiudere il conto sul 3-1. Una squadra che prende gol anche nel finale, dopo aver rimescolato mezza formazione, non ha risolto nulla nel reparto che ha ceduto: ha solo cambiato gli interpreti del problema.

Resta la domanda di chi risponde di una partita così: una squadra che parte forte, firma il vantaggio e poi si scioglie in tre minuti non è vittima della sfortuna, è un problema di gestione della partita, e la panchina è il primo luogo da cui parte la lettura. Il prossimo impegno ufficiale è un'altra storia e un'altra competizione - il Napoli torna in campo in campionato sabato 17 ottobre contro il Venezia - ma quello che la Champions League ha appena mostrato va risolto a prescindere dal calendario che segue.

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