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Del Genio: «Il Napoli era già a due gol attesi al 45', ora questo atteggiamento deve restare»

Il giornalista legge nel 2 xG prodotto dal Napoli entro l'intervallo contro il Frosinone la prova di un salto di qualità, e difende De Bruyne dalle critiche delle ultime settimane.

Del Genio: «Il Napoli era già a due gol attesi al 45', ora questo atteggiamento deve restare»
Del Genio: «Il Napoli era già a due gol attesi al 45', ora questo atteggiamento deve restare» — Grafica Arena Napoli

Paolo Del Genio ha scomposto il 3-0 di sabato al Frosinone partendo da un dato che il Napoli aveva già prodotto prima dell'intervallo: due gol attesi, un 2 xG che per il giornalista racconta meglio di ogni commento la superiorità vista in campo. Non è un numero buttato lì: per Del Genio è la conferma che, stando nella metà campo avversaria, le occasioni arrivano, e che il Napoli ormai ci crede.

Nella sua lettura il secondo tempo è stato gestione pura: Allegri ha cambiato al momento giusto, pur senza chiudere subito la partita, perché qualche occasione il Frosinone l'ha comunque costruita e il terzo gol — quello che fissa il punteggio sul 3-0 — è arrivato soltanto nel finale. Un dettaglio che Del Genio non nasconde: la vittoria è stata netta nel punteggio, ma non priva di episodi da tenere d'occhio.

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De Bruyne, basta pressapochismo

Il nome che Del Genio isola come migliore in campo è quello di Kevin De Bruyne, autore del rigore che ha sbloccato la gara al 29'. Per il giornalista il belga era già stato il migliore anche contro il Bologna, solo che allora «non tutti se ne erano accorti così chiaramente»: un modo diretto per dire che intorno al centrocampista, nelle ultime settimane, si è parlato con troppa superficialità. «Quanto pressapochismo c'è stato nei suoi confronti», la frase che chiude il discorso.

Del Genio allarga poi lo sguardo alla filosofia di gioco: scrive di aver visto Allegri arrivare, insieme ai suoi collaboratori, alla conclusione che il Napoli debba equipararsi al calcio delle grandi squadre. È una lettura che merita di essere pesata: il mandato che la proprietà ha affidato ad Allegri, con contratto fino al 30 giugno 2029, parla di quarto posto e di un passo avanti in Champions League, non di scudetto. Alzare l'asticella al «calcio delle grandi squadre» dopo una sola vittoria larga, in un avvio che aveva già messo la panchina sotto accusa, è un'ambizione legittima da coltivare ma ancora da dimostrare, non da dare per acquisita dopo una partita.

La chiusura di Del Genio è un invito più che un bilancio: «Ora si continui con questo atteggiamento». Vale per il resto della stagione, fatta finora di tre risultati utili consecutivi dopo un avvio altalenante, ma vale soprattutto da martedì, quando il Napoli lascia il Maradona per l'Estadio de la Cerámica: contro il Villarreal, in Champions League, l'atteggiamento da grande squadra andrà dimostrato lontano da casa, non più contro un avversario che si gioca la salvezza.

Fonte: MondoNapoli

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