Scognamiglio: «De Bruyne e McTominay insieme, il vero nodo di Allegri»
Il match analyst di Radio Napoli Centrale spiega perché far coesistere i due centrocampisti costringe Allegri a cambiamenti tattici, con Anguissa che aspetta il rientro e Venezia che pone già il primo banco di prova.

Non è solo una questione di modulo: è una questione di equilibri. Domenico Scognamiglio, match analyst, a Radio Napoli Centrale nel corso di Sempre Con Te ha messo il dito su un punto che divide la vigilia di Venezia-Napoli: la convivenza tra De Bruyne e McTominay. «Con questo sistema di gioco è complicata», ha detto, aggiungendo che farli giocare insieme «è l'obiettivo, ma ti costringe a fare dei cambiamenti tattici».
Il problema, secondo l'analisi, è strutturale. Quando in campo ci sono entrambi, De Bruyne deve abbassarsi e si creano meccanismi più complessi; in più si perde un esterno, perché schierarli insieme significa anche togliere un centrocampista puro. Un esempio concreto arriva dalla gara con il Frosinone, vinta 3-0 lo scorso 10 ottobre: lì il Napoli aveva messo due esterni a supporto della punta, una soluzione diversa da quella vista a Villarreal.
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Il nodo si allarga guardando a chi manca e a chi dovrà rientrare. «E in più, quando torna Anguissa che farai?», si è chiesto Scognamiglio, riferendosi al centrocampista reduce da una lesione miofasciale e rientrato in gruppo dal 14 ottobre: un altro incastro da risolvere in un reparto già compresso.
Sul piano tattico per Venezia, l'idea indicata è uscire con la palla al piede dal basso, con Giovane dietro Lucca «perché è una mezza punta» e i due play, De Bruyne e Lobotka, a garantire qualità di palleggio. Ma l'analisi non nasconde la frizione di fondo: «De Bruyne ama giocare più avanti. Contro il Villarreal veniva a prendere palla più basso». E quando è lui ad arretrare, far giocare McTominay alle spalle della punta diventa, nelle sue parole, «più complesso».
Il collegamento con la richiesta di equilibrio avanzata da Allegri dopo il 3-1 di Villarreal è diretto. Per Scognamiglio, quando il tecnico parla di equilibrio si riferisce proprio alle distanze tra i reparti nelle due fasi: «Se vediamo gli ultimi 25-30 minuti contro il Villarreal ci viene da pensare questo. Il Napoli subisce troppi gol». Un'analisi che arriva a tre giorni dal 3-1 subito in Champions League, con la squadra crollata tra il gol di Rrahmani all'8' e la rimonta completata dal Villarreal entro il 26'.
Su Lucca, candidato titolare a Venezia, la lettura è altrettanto chiara: «Vedremo palle lunghe spalle alla porta. È un attaccante diverso, vedremo anche qualche cross in più» rispetto alle soluzioni viste con Højlund. Chiusura sul campionato: tra le squadre che stanno convincendo di più, Scognamiglio cita la Roma («molto quadrata») e il Como di Fabregas, «in un passo avanti» pur senza brillare nelle ultime uscite — un paragone che lascia intendere quanto lavoro di adattamento debba ancora fare anche il Napoli.
Fonte: CasaNapoli




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