Gallo: «Se si fanno male Anguissa e McTominay, il Napoli non ha più centrocampo»
A Un Calcio alla Radio, su Radio Napoli Centrale, Massimiliano Gallo boccia il mercato estivo azzurro e concede ad Allegri solo alcune attenuanti: la rosa, dice, è uscita sbilanciata e piena di giocatori che pungono poco.

"Se si fanno male Anguissa e McTominay non c'è più centrocampo. Vergara non è un centrocampista": a Un Calcio alla Radio, su Radio Napoli Centrale, Massimiliano Gallo mette il dito sulla rosa costruita in estate, definendola "poco equilibrata" all'uscita dal mercato.
"Io mi aspetto da Allegri che faccia Allegri e che dia un plus al Napoli. Non me l'aspetto con l'Arsenal, ci ho sperato", spiega Gallo, che pure concede al tecnico alcune attenuanti: "Ha gli alibi: passato poco tempo, calendario complesso. Ora deve cambiare qualcosa".
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Gli alibi citati da Gallo hanno un riscontro nei fatti: lo 0-1 di mercoledì al Maradona contro l'Arsenal, esordio di Allegri in Champions League dopo l'addio di Antonio Conte, è arrivato dopo la rimonta subita da 2-0 a San Siro contro l'Inter e la sconfitta interna col Como. Ma per Gallo il contesto non basta più a giustificare un Napoli 12° in classifica con 3 punti in tre giornate: "Allegri deve dare un valore aggiunto che per ora non ha dato".
Il passaggio sul centrocampo non è un'ipotesi teorica. McTominay è già ai box dopo l'operazione di mercoledì per l'aritmia cardiaca, con circa due settimane di stop previste, mentre Antonio Vergara - reduce dalla prima convocazione in Nazionale maggiore di Roberto Mancini - resta il jolly che Allegri potrebbe dover adattare in mediana per il Bologna. Esattamente lo scenario che Gallo indica come il punto debole della rosa uscita dal mercato con un saldo negativo di circa 47,5 milioni di euro.
Il giudizio sugli attaccanti è altrettanto netto: "siamo pieni di ali e seconde punte, che però pungono poco. Servono calciatori che incidono". Un'analisi che i numeri di queste prime tre giornate non smentiscono: cinque gol segnati e altrettanti subiti, con appena una vittoria su tre gare.
Il passaggio più personale riguarda il cambio di panchina. Gallo si dice stato "Pro Conte" fino all'addio e "Pro Allegri" oggi, e legge così la scelta di Conte di lasciare Napoli in estate: "Conte se n'è voluto andare, perché forse ha capito che la squadra era logora e che non avrebbe fatto mercato. Riteneva che forse la squadra era arrivata. E non voleva rovinare l'immagine".
Per difendere Allegri, Gallo scomoda anche i paragoni: accosta la narrazione degli ultimi sette anni sul tecnico livornese a quella di Carlo Ancelotti, arrivato decimo all'Everton ("il decimo posto è il miglior risultato degli ultimi dieci anni", dice); ricorda la Coppa Italia vinta alla Juventus, "e chi è arrivato dopo non ha fatto meglio" tra l'esonero di Thiago Motta e la mancata qualificazione Champions di Spalletti; e il secondo posto raggiunto al Milan "con una squadra modesta", prima dei contrasti con la dirigenza rossonera. Argomenti che si aggiungono al dibattito già acceso in questi giorni sull'approccio ultra-difensivo di Allegri. La risposta, se arriverà, dovrà darla il campo: domenica alle 18:00 il Bologna è atteso al Maradona per la quarta giornata di campionato.
Fonte: CasaNapoli




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