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Giordano: «La zona Q8 è perfetta per il nuovo stadio, ora la valutazione economica dei terreni»

Il giornalista descrive nel dettaglio l'area delle ex raffinerie di San Giovanni a Teduccio sottoposta a bonifica: stazione FS, svincoli autostradali e la possibilità di ampliarsi sui silos. Nella settimana che si apre arriva la stima dei terreni, poi nuovi contatti tra il club e i vertici di Q8 Italia.

Stadio San Paolo (Napoli vs Club Brugge) panoramio (1)
Stadio San Paolo (Napoli vs Club Brugge) panoramio (1) — Foto: Mister No · CC BY 3.0

Mentre la squadra lecca le ferite della sconfitta di Venezia e si prepara al Bodø/Glimt, il dossier stadio si muove su un binario parallelo e con un passo preciso: il giornalista Marco Giordano, attraverso i suoi canali social, ha raccontato di aver visionato di persona l'area delle ex raffinerie Q8 di San Giovanni a Teduccio, quella sottoposta a bonifica dove potrebbe nascere il nuovo impianto del Napoli.

Giordano inquadra il terreno nei suoi riferimenti urbanistici: "Parliamo di un'area Zona A.S.I. (Area Sviluppo Industriale) e Area S.I.N. (Sito di Interesse Nazionale) dove è già presente una stazione funzionale FS (quella di Traccia)". Un dettaglio tecnico che si lega a un giudizio netto sulla collocazione: "Tra vicinanza alle arterie principali della città, gli svincoli dall'autostrada e per la presenza di una stazione, logisticamente la zona è perfetta".

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C'è anche un margine di crescita rispetto a quanto emerso finora: secondo Giordano l'area potrebbe ampliarsi sulla porzione dove restano in piedi i silos delle raffinerie. Una possibilità che lui stesso lega al valore simbolico dell'operazione: "Si tratterebbe soprattutto di riscattare, finalmente, un'area troppo degradata della nostra città: qualcosa che resterebbe, praticamente per sempre, ed è della quale bisognerebbe essere solo grati ad Aurelio De Laurentiis".

Il calendario, per come lo descrive Giordano, stringe i tempi: nella settimana che si apre è attesa la valutazione economica dei terreni, il passaggio tecnico che precede i nuovi contatti tra il Napoli e i vertici di Q8 Italia. Un tassello che si inserisce in una trattativa già arrivata a un punto avanzato: la richiesta di Q8 per i circa 25 ettari già pronti per i cantieri supera i 20 milioni di euro, e De Laurentiis risulterebbe vicino all'intesa, con una scadenza per il sì o il no fissata entro dicembre 2026.

Il Comune di Napoli non è ancora seduto al tavolo tecnico, ma non ostacola il progetto: è in questo spazio che circola l'ipotesi di un nome, MSC Arena, con la famiglia Aponte come possibile socio. Resta sul tavolo, in parallelo, l'alternativa di un rilancio del Maradona a Fuorigrotta: la scelta tra cedere il club o investire personalmente nello stadio si giocherebbe nell'estate 2027.

È la parte della vicenda Napoli che in questi giorni procede con più linearità di tutto il resto. Mentre la squadra fatica a trovare equilibrio in campo e la panchina di Allegri viene messa in discussione dai tifosi dopo il Penzo, il progetto stadio accumula passaggi tecnici concreti — zonizzazione, stazione, valutazione dei terreni — che altrove, in questa stagione, mancano quasi del tutto.

Fonte: AreaNapoli

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