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Napoli, la rifondazione secondo i tifosi: fuori Anguissa, De Bruyne, Lang e Lucca

Dopo il pareggio di Firenze cresce la richiesta di una rosa rifatta, reparto per reparto: nel mirino ci sono anche nomi pesanti. Il compito di tradurre gli umori della piazza in scelte vere spetta al direttore sportivo Giovanni Manna.

Lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli
Lo stadio Diego Armando Maradona — Foto: napuliker · CC BY 3.0

Il pareggio 1-1 di Firenze (Gilmour al 23', pari di Jiménez al 51') e il nono posto a 7 punti dopo cinque giornate hanno acceso un dibattito che va oltre la singola partita: tra i tifosi si fa largo l'idea che questa rosa non vada ritoccata, ma rifondata. Non è un umore isolato: è un sentimento che attraversa larga parte della piazza, ed è esploso prima ancora che il campionato riparta, il 10 ottobre contro il Frosinone al Maradona.

Si parte dai pali, dove il ballottaggio tra Meret e Milinković-Savić non convince nessuno fino in fondo: «Meret va ringraziato perché resta pur sempre il portiere dei due scudetti, mentre Milinković-Savić è simpatico e ha anche buone qualità con i piedi. Entrambi però non sembrano assicurare la necessaria serenità», scrive un tifoso. Un giudizio severo, che fotografa più la sfiducia di questi giorni che un demerito specifico dei due portieri.

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In difesa la richiesta è più chirurgica: tenere Rrahmani, recuperare al più presto Buongiorno — fuori da settimane — e affiancargli un centrale di livello superiore, con Marianucci e Rafa Marín considerati tasselli su cui costruire. Di Lorenzo e Favasuli, che ha esordito in Serie A il 13 settembre nella vittoria sul Bologna, garantiscono a destra l'equilibrio tra esperienza e freschezza che manca a sinistra, dove si invoca «il nuovo Spinazzola con almeno 12 anni in meno» e Olivera resta un punto interrogativo. Su Beukema, fermo a zero minuti in cinque giornate, e Badiashile, arrivato dal Chelsea e finora a quota dieci minuti, il giudizio resta sospeso: prima di essere confermati devono ancora dimostrare di valere la maglia.

A centrocampo la lista si fa pesante: fuori Anguissa e De Bruyne, dentro Gilmour e Lobotka, più «giovani affamati come Baturina del Como» e un mediano muscolare da aggiungere. È una richiesta che stride con i fatti delle ultime ore: De Bruyne ha appena smentito dal ritiro del Belgio ogni idea di lasciare Napoli in estate, e su Anguissa pesa un rinnovo complicato dalla richiesta di adeguamento dello stipendio, non da una bocciatura tecnica — oltre alla lesione all'adduttore che lo tiene fermo. Chiedere l'addio di due giocatori che il campo aveva reso quasi intoccabili nell'ultimo biennio dice quanto sia diffuso il malcontento di queste ore, più di quanto dica quanto sia fondato.

Davanti, il disegno è quello di un reparto ricostruito attorno a Højlund: dentro Alisson Santos «se migliora» e chiarezza necessaria su Giovane, anche lui fermo a zero minuti in cinque giornate; fuori Noa Lang e Lorenzo Lucca, quest'ultimo arrivato per 35 milioni dall'Udinese dopo i tentativi sfumati per Vlahović e Gabriel Jesus, e finora incapace di incidere. Neres, giudicato «troppo fragile fisicamente» e ormai avanti con l'età, andrebbe in panchina insieme a Politano, per lasciare spazio a Vergara. Il profilo sognato alle spalle di Højlund resta «un Osimhen prima maniera»: un centravanti puro, a dire quanto la squadra senta la mancanza di gol pesanti.

Sono desideri, non trattative: il mercato è chiuso dal 1° settembre e non riapre prima del 2 gennaio, quando fuori da quella finestra si potranno tesserare solo svincolati. È comunque a gennaio che il club, dopo un'estate chiusa con un saldo negativo di circa 47,5 milioni, potrebbe muoversi con più decisione. Fino ad allora la rifondazione resta un esercizio da bar e da social: tocca a Giovanni Manna decidere quanto, di questa lista fatta di nomi condivisibili e altri più difficili da giustificare, entrerà davvero nei piani del club.

Fonte: AreaNapoli

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