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Pereyra non è pronto: il Napoli lo lascia in Primavera, idea prestito in B per il futuro

Il club ha chiuso la porta sull'attaccante argentino per questa stagione. Intanto si discute del tassello che manca davanti: con Giovane alle spalle di Højlund il 3-4-2-1 resta un'ipotesi sul tavolo di Allegri.

Pereyra non è pronto: il Napoli lo lascia in Primavera, idea prestito in B per il futuro
Pereyra non è pronto: il Napoli lo lascia in Primavera, idea prestito in B per il futuro — Grafica Arena Napoli

Sul giovane attaccante argentino Milton Pereyra la decisione è già presa, e non lascia spazio a interpretazioni: resta in Primavera. Lo ha raccontato il giornalista Paolo Del Genio ai microfoni di Kiss Kiss, rispondendo alle domande dei tifosi azzurri durante la sosta: «Il ragazzo non è ancora pronto per giocare nella prima squadra del Napoli, ma è andato a rinforzare la Primavera. Se farà bene nella prossima stagione sarà magari mandato a giocare altrove, magari in B, per crescere ulteriormente». Pereyra non compare nella rosa a disposizione di Allegri: la sua strada, per ora, passa da un altro campo.

È un dettaglio che si incastra in un problema più grande, quello che la squadra porta con sé da cinque giornate: il Napoli fa fatica a costruire occasioni da rete. Il nono posto in classifica con 7 punti, frutto di due vittorie, un pareggio e due sconfitte, racconta un attacco che non produce abbastanza: Lucca non ha ancora segnato in questa stagione — appena due reti totali da quando è arrivato in azzurro — e Højlund si ritrova spesso isolato davanti, senza sostegno nelle linee di passaggio.

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Su questo fronte Del Genio ha offerto una lettura tattica precisa, diversa da quella circolata nei giorni scorsi sulla difesa a tre poi smentita nel test con l'Avellino: «Con la presenza di Giovane e De Bruyne il Napoli non si schiererebbe con il 3-4-1-2, ma con il 3-4-2-1. Il brasiliano, a mio avviso, fa meglio dietro il danese che in orizzontale». Una distinzione che non è solo semantica: significa affidare a Giovane un ruolo da trequartista puro alle spalle della punta, invece che schierarlo largo accanto a un secondo attaccante.

Il punto, però, resta aperto. Finché Lucca non si sblocca e Højlund continua a giocare da solo contro due o tre difensori, qualsiasi modulo rischia di essere un cerotto su un problema strutturale: l'attacco del Napoli segna poco perché chi dovrebbe finalizzare non sta rendendo quanto costato, e nessun disegno tattico sposta da solo quel dato. Il club lo sa, e non a caso ha già fatto arrivare a Lucca, tramite l'agente Beppe Riso, un messaggio che non lascia equivoci: ottobre è il mese per dimostrarlo, altrimenti a gennaio si torna a parlare di cessione.

Sabato 10 ottobre, alle 20:45 al Maradona, arriva il Frosinone: la prima vera occasione per vedere se le prove della sosta — modulo compreso — si trasformano in gol veri, o restano un'altra discussione da bar in una stagione che finora ne ha regalate fin troppe.

Fonte: AreaNapoli

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