Conosci il nemico: il Real Madrid di Mourinho, i colpi di Bellingham e Vinicius e una difesa da ricostruire
Il club più titolato della storia della Champions arriva all'Olimpico con Mourinho al suo secondo giro sulla panchina blanca, un attacco da far west e una retroguardia che ha già fatto a meno di diversi titolari.

Il Real Madrid che mercoledì arriva all'Olimpico è il club con più Champions League vinte nella storia, quindici, e più campionati di Spagna, trentasei: numeri che pesano a prescindere da come viaggia la squadra in questo momento. Gioca al Santiago Bernabéu, 81.044 posti, e in questa stagione ha riportato sulla panchina José Mourinho per la sua seconda avventura alla guida del club. L'avvio in campionato è stato a corrente alternata: vittoria sofferta, arrivata solo nel finale, in casa dell'Espanyol, poi una sconfitta per 1-0 in trasferta contro il Betis Siviglia.
Mourinho e i volti nuovi
Mourinho ha aperto la stagione lanciando titolari dal primo minuto tre acquisti freschi: Dumfries, arrivato dall'Inter, Konaté e Bernardo Silva. Dalla panchina è partito invece Yan Diomandé, prelevato dal Lipsia e il colpo più oneroso del mercato blanco, segno che la rosa è ancora in fase di assestamento e che le scelte iniziali dello Special One non sono scontate. Davanti, il reparto offensivo resta quello costruito attorno a Mbappé, con Vinicius, Bellingham e Arda Güler a completare un attacco di altissimo livello individuale.
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I pericoli
Jude Bellingham è il nome da temere di più: nella gara d'esordio ha sbloccato il risultato con un stacco aereo su assist di Güler ed è andato vicino al raddoppio con un'altra incornata, respinta sulla traversa. Vinicius è l'uomo che strappa sulla sinistra e si incunea in area, Mbappé il riferimento costante davanti alla porta. E nel finale la panchina ha già deciso una partita: Carlos Espí, entrato a gara in corso, ha segnato il gol vittoria buttandosi su un pallone vagante in area, un profilo da rapina che può entrare in partita a freddo.
Dove si può colpire il Real Madrid è soprattutto dietro. Nella gara d'apertura della stagione la squadra di Mourinho non poteva contare su Mendy, Militão, Tchouaméni, Rodrygo ed Endrick, oltre ad Asencio, fuori da luglio per un infortunio: un blocco di assenze pesante per una rosa che a centrocampo e in difesa si è dovuta reinventare con gli ultimi arrivati. Una squadra che deve ancora trovare l'assetto definitivo dietro è una squadra che si può attaccare.
Il Real ha aperto il suo cammino in Champions League l'8 settembre al Bernabéu contro l'Inter di Chivu; ora, alla seconda giornata del girone, tocca a noi, all'Olimpico. Affrontare chi ha vinto più Champions di chiunque altro non fa paura di per sé: fa paura se gli lasciamo campo a Bellingham e Vinicius. Noi la partita la vogliamo giocare a viso aperto, sfruttando proprio quelle crepe dietro che il Real si porta da inizio stagione.
Fonte: Rassegna stampa




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