Domenica 18 ottobre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi giallorossi
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Gasperini aveva ragione: la Roma governa anche senza strafare

Senza Malen e Koné, bastano Castro da centravanti e un gol di un difensore come Lulli per blindare il secondo posto: una vittoria che pesa più per chi la firma che per il punteggio.

Santiago Castro (calciatore 2004)
Santiago Castro (calciatore 2004) — Foto: Pietro Luca Cassarino · CC BY-SA 4.0

Senza Malen, squalificato, e senza Koné, fermo per un infortunio muscolare, la Roma ha dovuto affidarsi a Castro come centravanti titolare: ha risposto con il gol che ha sbloccato la partita al 50', dopo che il primo tempo si era chiuso con due legni, uno per parte, a ricordare che il Genoa non era lì solo per subire. Il secondo gol, al 68', lo ha firmato Lulli, un difensore: due reti arrivate da ruoli che normalmente non risolvono le partite dicono che questa squadra ha più soluzioni di quante servirebbe mostrarne in una sola gara.

Da lì in avanti il controllo è stato totale, al netto dello spavento iniziale: 66% di possesso, 15 tiri contro 9, 5 conclusioni nello specchio contro una sola del Genoa, che dopo il legno di El Shaarawy al 33' non ha più inquadrato Svilar. È la seconda porta inviolata consecutiva e il quinto risultato utile di fila: numeri che raccontano una squadra che non concede più partite aperte fino al 90'.

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Qualche ammonizione da gestire c'è stata, Soulé e Pisilli su tutti, ma la Roma non si è mai scomposta nonostante i cartellini sventolati anche dall'altra parte, a Vasquez, Oestigaard ed Ellertsson. E i cinque cambi dal 63' in poi - dentro Pellegrini, Hermoso, Wesley, Ghilardi e Di Nunzio - con la Champions League alle porte, si torna in campo martedì contro lo Slovan Bratislava, non sono un segnale di stanchezza: è la gestione di chi ha tre competizioni da onorare e lo sa.

Diciassette punti in sette gare valgono il secondo posto, a due lunghezze dall'Inter capolista e con la Lazio che segue a un solo punto: la zona alta è compatta e si gioca partita su partita, senza bisogno di proclami a metà ottobre. Ma una prestazione così è anche una risposta a chi in queste settimane rimpiange Mourinho sugli spalti: con Gasperini che aspetta il rinnovo e la squadra che gioca in questo modo, quella nostalgia comincia a sembrare un vizio, non un'opinione.

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