Modesto: «Gasperini ha la testa per vincere lo scudetto, tifo per lui»
L'allenatore del Mantova, che ha lavorato a fianco di Gian Piero Gasperini, sceglie la Roma nella corsa al titolo e racconta come il tecnico giallorosso abbia anticipato in Italia il marcamento a uomo diventato oggi la norma.

Francesco Modesto, allenatore del Mantova, si schiera apertamente per la Roma nella corsa allo scudetto. Intervistato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport sui principi di gioco della sua squadra, il tecnico ha allargato il discorso a Gian Piero Gasperini, suo punto di riferimento da quando ci ha lavorato a fianco, e alla domanda diretta sullo scudetto giallorosso ha risposto senza girarci intorno: «Gasp ha la testa per vincerlo. Tifo per lui».
Il cuore della sua analisi riguarda il modo in cui il calcio italiano è cambiato inseguendo idee che Gasperini praticava già da anni. «Il calcio va in questa direzione e giocare uomo contro uomo è normale. In Italia il primo è stato Gasperini e l'ha insegnato a tutti: ricordate il dentista di Guardiola?», ha detto Modesto, che di quei principi è stato anche giocatore prima di diventarne discepolo in panchina: «Quando ero suo giocatore aveva quei principi, poi si è evoluto, ho lavorato accanto a lui e resta un riferimento».
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Modesto si sofferma anche sulle ragioni tecniche delle continue rotazioni difensive dell'allenatore della Roma, un tratto che a Trigoria è già entrato nel linguaggio comune di questo avvio di stagione: «Perché Gasp cambia sempre i difensori? Forse perché quando l'avversario mette attaccanti freschi, il difensore può essere stanco». Un ragionamento che si allarga al calcio di oggi nel suo complesso, più intenso e più veloce anche per la nuova linea arbitrale: «Ci vorrebbero 7 cambi, non 5. C'è più velocità, il tempo effettivo si è alzato e il pubblico si diverte di più. Sui falli si lascia correre, noi non abbiamo mai avuto interventi al Var: meglio, ma se un rigore c'è, va dato, ovvio».
Le parole di Modesto arrivano nella settimana di sosta che la Roma sta vivendo da prima della classe, appaiata a 13 punti con Inter e Lazio dopo cinque giornate ma davanti a entrambe per differenza reti, unica delle tre a non aver ancora perso (4 vittorie, 1 pareggio). L'ultimo turno di campionato, sabato scorso, ha lasciato il 2-2 contro l'Inter all'Olimpico, con la doppietta di Koné al 6' e al 37' rimontata dalla doppietta di Martínez al 46' e al 79'.
Non è la prima voce esterna che in questi giorni di sosta guarda alla Roma di Gasperini con un occhio diverso da quello con cui la si guardava un anno fa, e proprio per questo va pesata con lucidità: un allenatore di Serie B che riconosce paternità tattica non è un verdetto sulla classifica, ma il segnale di come la squadra venga percepita fuori dai confini giallorossi cambia, ed è un dato che la piazza — reduce da un pareggio che ha lasciato l'amaro in bocca più che l'entusiasmo — può permettersi di registrare senza però prenderlo per oro colato.
La sosta per le nazionali si chiude nel weekend e la Roma torna in campo martedì a Trigoria dopo quattro giorni di riposo concessi da Gasperini al gruppo rimasto a Roma. Il primo banco di prova per misurare sul campo tutte queste parole è fissato per domenica 11 ottobre, quando i giallorossi saranno di scena al Sinigaglia contro il Como.
Fonte: Voce Giallorossa




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