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Sabatini: «Con Gasperini sarei entrato in rotta di collisione»

L'ex direttore sportivo della Roma, oggi consulente alla Pro Patria, si racconta in una lunga intervista: il legame mai reciso con la maglia giallorossa, il giudizio su Dybala e sull'Inter di Chivu.

Sabatini: «Con Gasperini sarei entrato in rotta di collisione»
Sabatini: «Con Gasperini sarei entrato in rotta di collisione» — Grafica Arena Roma

Walter Sabatini ha 71 anni, i polmoni segnati da anni di sigarette, e il mese scorso ha deciso di rimettersi in gioco: non in una big, ma alla Pro Patria, la squadra dei Dilettanti dove chiuse la carriera da calciatore 43 anni fa. «Ho voluto ricominciare, con una sorta di catarsi», racconta, ammettendo però di trovarsi a disagio in un contesto che non asseconda «le mie idee dinamiche». Nella lunga chiacchierata l'ex ds giallorosso non si sottrae al tema che gli sta più a cuore: «Alla Roma [ho lasciato il cuore]. È la mia vita, non mi faccia dire altro perché mi è venuto il complesso di essere un uomo noioso».

Sabatini è il dirigente che ha portato in Italia gente come Nainggolan, Dzeko, Pastore, Ilicic e Kolarov, ma con l'attuale allenatore della Roma ammette che i conti non sarebbero mai tornati. Alla domanda se sarebbe andato d'accordo con Gian Piero Gasperini, la risposta è netta: «No. Ho grande ammirazione per il suo lavoro come tecnico ma sarei entrato in rotta di collisione». Un giudizio che arriva mentre il tecnico guida la Roma, seconda in classifica con 9 punti dopo tre giornate, nella trasferta di questa sera a Torino.

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Su Paulo Dybala, invece, Sabatini si scioglie senza riserve: «Un campione residuale del nostro campionato. Negli anni Novanta avevamo Ronaldo, Platini, Rummenigge. Ora di quella stirpe di fenomeni, c'è solo Paulo in Serie A». Un elogio che arriva proprio nei giorni in cui Gasperini ha chiuso ogni discorso su un possibile turno di riposo per l'argentino, atteso stasera contro una squadra alla quale ha già segnato 11 gol in carriera.

Più cauto il giudizio sui valori in campo in Italia: «Nell'ambiente romanista c'è grande euforia, una coesione spirituale che fa sentire tutti imbattibili. Ma per qualità della rosa e profondità delle scelte l'Inter è un gradino sopra tutte». Un verdetto che pesa alla vigilia di un calendario che tra cinque giorni, sabato 19 settembre, porterà proprio l'Inter all'Olimpico, con i nerazzurri terzi in classifica, appaiati al Cagliari, sempre a quota 9. Di quella panchina Sabatini conosce bene l'inquilino: «Chivu è un pragmatico elastico. Sa cambiare idea quando serve. La coerenza è una malattia dell'uomo».

Non manca l'autocritica per la carriera mai spesa in nerazzurro: «Molti [i rimpianti]. Sono stato una meteora, gli abitanti della Terra neanche mi hanno visto passare». E chiude su un registro personale, tra la tosse che lo accompagna durante la telefonata e un'immagine che resta impressa: «Ho un angelo custode che mi veglia e che ho portato ai tempi supplementari. Mi sento come il protagonista del Processo di Kafka. Colpevole ma non si sa di quale reato. Ma io mi condanno al massimo della pena».

Il video ufficiale

Fonte: Giallorossi.net

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