Soulé torna al Maradona, dove la pubalgia lo aveva fermato: senza Dybala ora la trequarti della Roma è sua
L'ultima volta che ha giocato contro il Napoli in trasferta ne sono seguiti più di 50 giorni di stop. Sabato alle 18 rientra nello stesso stadio con un altro compito: prendersi la squadra mentre Dybala è fermo, e trovare finalmente l'intesa con Malen.

Il Maradona, per Soulé, non è uno stadio qualsiasi. È lì, contro il Napoli, che la scorsa stagione si è fermato tutto: la pubalgia, un dolore diventato sempre più forte con cui ha provato a convivere finché non è stato più possibile. Dopo quella partita è rimasto fuori per oltre 50 giorni. Sabato alle 18 torna nello stesso stadio e contro lo stesso avversario, ma con un ruolo che allora non aveva. Con Dybala fermo, la qualità della Roma passa da lui.
Non si tratta dei gol, perché a quelli sta pensando Malen: il numero 14 ha tre gol e tre assist nelle tre partite di Champions. A Soulé tocca il resto, cioè la giocata che accende la manovra quando si inceppa e il pallone che smuove una difesa chiusa. Il periodo è il peggiore possibile per restare senza Dybala, che ha una lesione minima ed è fuori fino a dopo la sosta, e senza Pellegrini: per la Roma comincia un tour de force di cinque partite in dodici giorni. Dopo Napoli c'è l'Udinese il 31 ottobre alla Dacia Arena, poi il Manchester United a Old Trafford il 3 novembre. Accanto a lui sulla trequarti dovrebbe esserci Mora, il classe 2007 arrivato dal Porto.
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Le valigie in mano, poi la maglia da titolare
Conviene ricordare da dove arriva questo momento. In estate, per un mese e mezzo, Soulé è stato il nome più caldo per una cessione, quella che serviva a fare cassa e a sistemare i conti con il FFP. Nessuna offerta è stata giudicata all'altezza e lui è rimasto. Gasperini non ha avuto dubbi: gli ha dato subito una maglia da titolare, senza passare dalla panchina. Dopo qualche difficoltà iniziale sono arrivati i gol. Poi la notte con il Real Madrid, il 3-4 del 14 ottobre all'Olimpico, novanta minuti da giocatore vero, con la personalità di chi non vuole restare a guardare.
La domanda scomoda è questa: se un'offerta all'altezza fosse arrivata, oggi a Napoli chi metteremmo dietro Malen? Con Dybala ai box, gli attaccanti di ruolo disponibili sono tre. Se Soulé è ancora qui non è merito di una scelta tecnica, ma del fatto che nessuno ha pagato il prezzo richiesto. È andata bene, e Gasperini ha avuto il merito di rimetterlo al centro senza fargli pagare l'estate. Però una rosa che in piena emergenza si regge su un giocatore quasi ceduto per ragioni di bilancio è un tema che a gennaio Tony D'Amico dovrà avere ben presente.
Resta il nodo tecnico, ed è quello che conta sabato. L'intesa con Malen, quella che potrebbe cambiare la faccia dell'attacco, contro lo Slovan non si è vista, nonostante il 4-0 e i 26 tiri a 1. L'olandese segna anche da solo, ma una Roma che dipende da un solo terminale diventa leggibile. Il Napoli di Allegri, nono con 10 punti, arriva dal 4-3 al Bodo/Glimt con tre gol subiti: è una difesa che si può attaccare, purché qualcuno le giocate le inventi.
Noi siamo terzi a 17 punti, a due da Inter e Lazio, imbattuti dopo sette giornate e senza gol subiti da tre partite. La difesa si regge da sola. Davanti, senza Dybala e senza Pellegrini, serve che Soulé torni il leader tecnico che a inizio della scorsa stagione aveva trascinato la Roma fino al primo posto.
Sabato, nello stadio dove si era spento, deve dimostrarci che quelle valigie sono davvero un ricordo.
Fonte: ForzaRoma




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