Wesley a piede invertito: la mossa di Gasperini dietro il primato della Roma
Seicentoquarantadue panchine e oltre mille punti in Serie A non hanno frenato la voglia di Gasperini di cambiare quello che già funziona: dalla fascia sinistra affidata al brasiliano alla gestione della piazza, le scelte dietro la vetta a 13 punti.

Seicentoquarantadue panchine e oltre mille punti collezionati in Serie A non hanno tolto a Gian Piero Gasperini la voglia di innovare. Dopo aver riportato la Roma al terzo posto e in Champions League la scorsa stagione, il tecnico di Grugliasco ha aperto il nuovo campionato mettendo la squadra in vetta a quota 13 punti dopo cinque giornate, appaiata a Inter e Lazio ma davanti per differenza reti grazie a quattro vittorie e un pareggio.
La prima scelta riguarda le corsie esterne. Gasperini ha quattro interpreti di fascia destra a disposizione — Molina, Rensch, Lulli e Wesley — eppure ha stabilizzato proprio il brasiliano sul binario opposto, quello di sinistra, chiedendogli non solo di affondare ma di rientrare verso il centro per dialogare con i compagni. Lo ha spiegato lui stesso: «C'era l'idea di prendere un mancino, ma non averlo per me non è un problema. Come in attacco, possono esserci i quinti a piedi invertiti».
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La seconda cifra del metodo Gasperini è la capacità di intervenire a gara in corso senza schemi preordinati, un tratto emerso più volte in questo avvio di campionato e che si somma ai numeri difensivi già certificati dai dati di squadra: appena tre gol subiti in cinque giornate e il miglior pressing, secondo SofaScore, tra i cinque maggiori campionati europei.
La gestione della piazza
La terza mossa, la più difficile da misurare, riguarda l'ambiente. Gasperini ha trasformato la pressione dell'Olimpico e delle aspettative romane — storicamente un fattore che a Trigoria ha logorato più di un allenatore — in una spinta per il gruppo. Non è un caso che i 40.000 abbonamenti stagionali siano andati sold out, primato condiviso con l'Inter, e che la corsa scudetto tracciata da Giorgio Perinetti includa ormai la Roma accanto al Napoli come candidata a contendere il titolo ai nerazzurri.
Tre mosse che raccontano bene un avvio da record, ma che vanno ancora messe alla prova. Lo stesso Perinetti ha segnalato l'incognita della prima sosta di tre settimane della stagione, e i numeri di squadra — dribbling, intercetti, pressing — restano statistiche di cinque giornate, non un verdetto. La vera verifica arriva dopo la sosta, con un calendario che in 45 giorni mette in fila undici partite tra campionato, Champions e Coppa Italia.
Si riparte da Como l'11 ottobre, poi tre giorni dopo l'Olimpico ospita il Real Madrid di Mourinho: due esami che diranno se le mosse di Gasperini reggono anche quando l'inerzia della classifica dovesse girare dall'altra parte.
Fonte: RomaNews




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