Vince ma non convince: Cerofolini spettatore, il centrocampo da rivedere
Il successo sul Cosenza porta il Bari a 16 punti, in coabitazione con il Potenza in vetta, ma i numeri della partita raccontano una squadra ancora lontana dal convincere davvero.

Il Bari vince, il Bari sale, il Bari resta agganciato alla vetta. Ma il popolo biancorosso lo sa: questa squadra continua a non convincere quanto i risultati farebbero pensare. Il successo di misura sul Cosenza porta i punti a 16 in sette giornate, in coabitazione col Potenza al comando del girone, davanti a un Sorrento a 15: il massimo risultato ottenuto con il minimo sforzo, si potrebbe dire, se non fosse che il minimo sforzo comincia a somigliare a un limite più che a una virtù.
I numeri della gara raccontano un equilibrio che il punteggio non rende. Il Bari ha chiuso 12 conclusioni a 11, con 6 tiri nello specchio contro appena 3 del Cosenza, ma sui corner è stato il Cosenza a comandare 6 a 3. Il possesso palla, 53% a 47%, dice un Bari leggermente più propositivo, non dominante. Il gol di Maggiore al 53', su assist di Tribuzzi, ha risolto una partita che fino a quel momento non aveva un padrone, e nella ripresa Rastelli ha gestito il vantaggio con cinque cambi: la squadra ha difeso il risultato più che ampliarlo.
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In questo contesto va letta anche la serata di Cerofolini, mai davvero chiamato in causa. Il portiere arriva da una striscia di 339 minuti di imbattibilità interrotta solo a Sorrento e resta ancora imbattuto in casa: un dato che parla della sua continuità, ma che ieri ha significato soprattutto un Cosenza incapace di creare i pericoli che i 6 corner conquistati avrebbero potuto lasciar presagire.
Il capitolo più delicato riguarda il centrocampo, e in particolare la posizione di regista. Con Mendicino davanti alla difesa la manovra ha faticato a trovare ritmo e verticalità: la squadra ha prodotto la superiorità nel possesso senza tradurla in occasioni nitide, se non nel guizzo isolato di Maggiore. È lo stesso nodo che la piazza discute da settimane: i risultati arrivano, il gioco resta un gradino sotto, e senza un centrocampo capace di comandare i tempi della partita ogni vittoria di misura rischia di somigliare più a un'impresa di carattere che a una controprova di forza.
Il quadro si inserisce dentro un mini-ciclo di quattro impegni in un mese — Cosenza, Salernitana, Casertana e gli ottavi di Coppa Italia col Potenza — che vale complessivamente dodici punti, aperto proprio con il successo di ieri. Il Bari arriva alla prossima trasferta con cinque risultati utili consecutivi, ma anche con la consapevolezza che in vetta non c'è alcun margine: il Potenza viaggia appaiato a 16, il Sorrento è a un solo punto di distanza.
Domenica 4 ottobre, ore 20:30, i biancorossi saranno di scena all'Arechi contro la Salernitana, gara del gemellaggio tra le due tifoserie e secondo tassello del ciclo. Se il centrocampo non alzerà il livello di manovra, il rischio è che anche a Salerno il Bari debba ancora una volta vincere soffrendo, senza aver risolto il problema che la piazza continua a porsi: quanto può durare una classifica costruita più su carattere e episodi che su un gioco riconoscibile.
Fonte: TuttoBari




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