Catania-Barletta, il Massimino chiude un trittico che ha già dato una risposta
Sabato alle 20:30 la sesta giornata mette di fronte due squadre appaiate a 6 punti: al Catania serve quello che non ha ancora trovato in questo campionato, vincere due partite di fila.

Il Catania torna al Massimino sabato 19 settembre alle 20:30 contro il Barletta, terza e ultima tappa del trittico Scafatese-Picerno-Barletta che ha scandito le ultime tre settimane. Le prime due tappe avevano lasciato l'ambiente su un doppio binario: la sconfitta interna con la Scafatese aveva riacceso tutte le tensioni, la vittoria di Picerno le ha in parte disinnescate. Restano appese, senza che nessuno le abbia sciolte davvero.
Sei punti in cinque giornate, decimo posto: la classifica dice che il Catania sta discretamente, senza dire molto di più a questo punto della stagione. Il dato che pesa di più, semmai, è un altro: la squadra non ha ancora messo insieme due vittorie consecutive. Vincere col Barletta significherebbe rispondere proprio a questo, non a un avversario qualsiasi.
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Il Barletta arriva da un percorso che merita di essere raccontato per quello che è, non liquidato come una tappa di passaggio: 3-3 a Caserta, 3-0 sul campo del Bari, 2-2 a Crotone, 1-1 in casa con la Salernitana. Undicesimo con 6 punti, ha già tolto punti a due delle squadre di maggior blasone del girone. Sarà solo il sesto precedente in Sicilia tra le due squadre: le prime cinque sfide si erano giocate altrove, un dettaglio che dice quanto sia recente questo incrocio.
Sul fronte Catania, da valutare le condizioni di Torrasi, uscito da Picerno con un problema muscolare, mentre Cabianca — arrivato in prestito dalla Cremonese l'11 settembre — potrebbe ricevere la prima convocazione stagionale. Mancherà sicuramente Masciangelo, che sconterà lo stop dopo il rosso rimediato nel finale di Picerno, proprio nei minuti in cui il 4-1 si era ridotto a un più complicato 4-2. Tenere il risultato in controllo fino al fischio finale, dopo quel precedente, è parte di quello che questa squadra deve ancora dimostrare.
Il nome di Fabio Caserta era tornato a circolare nei giorni prima di Picerno; la vittoria ha abbassato i toni, ma la società non ha speso una parola pubblica che chiuda la questione, e la piazza lo ha notato. Nel frattempo Longo, nel dopo-gara, ha ricordato che la rosa è rinnovata al 50% e che serve tempo per amalgamarla: «Nel calcio non si inventa niente [...] dobbiamo rubare tempo». È la cornice in cui si gioca questa partita: non una prova di svolta, ma un passo che la piazza chiede di vedere confermato, senza proclami e senza sconti.



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