Giovedì 15 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Conosci il nemico: il Potenza capolista di Tisci, trascinato da Petrungaro e D'Auria

I lucani guidano il Girone C dopo nove giornate e arrivano al Viviani forti del 3-1 rifilato al Foggia. Il Catania trova una squadra rodata, non un avversario qualsiasi.

Potenza
Potenza — Foto: potenzacalcio.eu

Potenza oggi guida il Girone C con 22 punti in 9 giornate, miglior differenza reti del torneo (24-12). Allenato da Ivan Tisci, arriva alla sfida del Viviani dopo il 3-1 imposto al Foggia, in un match dominato dall'inizio alla fine. È una classifica che fotografa un buon avvio, non un verdetto: a questo punto della stagione conta la squadra che si vede in campo, e quella vista a Foggia pressava alta, teneva palla e colpiva in ogni zona del campo.

Tisci e l'organizzazione lucana

All'indomani della gara di Foggia lo stesso allenatore rossonero, Gaetano Auteri, ha riconosciuto il valore dell'avversario: «Il Potenza è una squadra che gioca insieme da 2 anni, è tecnica e ha seguito un percorso importante». Tisci ha risposto parlando di intensità e organizzazione come armi per competere alla pari. È la descrizione di una squadra rodata, che non si limita a difendersi: a Foggia ha messo sotto pressione la costruzione avversaria dal primo minuto, lasciando pochi varchi e creando occasioni con continuità.

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I pericoli: Petrungaro e D'Auria

Il nome da temere di più è Petrungaro: a Foggia ha firmato il raddoppio al 6' della ripresa e dodici minuti dopo, con un'altra conclusione, ha causato l'autogol di Smeraldi che ha chiuso i conti sul 3-0. Prima di lui ci aveva pensato D'Auria, che al 15' del primo tempo aveva sbloccato il match con un preciso destro su rapida ripartenza, pur fallendo poi un calcio di rigore che avrebbe potuto chiudere la gara in anticipo. Dopo la vittoria D'Auria non ha fatto mistero della fiducia del gruppo: «Non siamo in vetta per caso».

Una crepa c'è, ed è emersa proprio a partita già decisa: nel finale il Foggia ha accorciato con Berra, di testa su un calcio d'angolo, quando il Potenza aveva ormai staccato la spina mentalmente sul 3-0. Un episodio isolato, ma indica che la tenuta sui calci piazzati può vacillare quando la gara sembra in cassaforte. Anche il rigore sbagliato da D'Auria racconta che i lucani, pur dominanti, non sempre chiudono i conti alla prima occasione: un margine che il Catania, se resta in partita, può provare a sfruttare.

Sabato il Catania va al Viviani da terzo in classifica, con 16 punti in 9 giornate. Affronta una capolista vera, non di circostanza, ma anche una squadra che qualche spiraglio, nel finale delle partite, lo lascia aperto. Non serve promettere niente: serve giocarla con la stessa intensità che il Potenza ha messo in campo a Foggia, e provare a essere noi, per novanta minuti, la squadra che non concede nulla.

Fonte: Rassegna stampa

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