Martedì 20 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Catania-Giugliano, al Massimino arbitra Di Mario di Ciampino

Designato Leonardo Di Mario per l'undicesima giornata: con lui gli assistenti Massari e De Chirico. Dopo quello che è successo al Viviani, una designazione non è più una riga di servizio.

Catania-Giugliano, al Massimino arbitra Di Mario di Ciampino
Catania-Giugliano, al Massimino arbitra Di Mario di Ciampino — Grafica Arena Catania

Leonardo Di Mario, sezione di Ciampino, dirigerà Catania-Giugliano domenica 25 ottobre alle 15 allo Stadio Angelo Massimino. Gli assistenti saranno Giovanni Francesco Massari e Daniele De Chirico. La designazione per l'undicesima giornata del Girone C è stata resa nota oggi.

In un'altra settimana ci saremmo limitati a registrare il nome. Non questa. Il Catania arriva alla partita con il Giugliano dopo il 2-1 di Potenza, una gara in cui l'arbitro Francesco Zago di Conegliano ha annullato un gol a Cicerelli al 37' e concesso al 66', dopo il controllo al Football Video Support per il contatto tra Bruzzaniti e Loiacono, il rigore che Castorani ha trasformato. Sei ammonizioni ai rossazzurri, compresa quella a Longo al 38', contro due al Potenza. La piazza si è sentita derubata, e il nome di chi fischia domenica viene letto con quell'umore addosso.

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Mettiamo le cose in fila, perché il rischio è il contrario: scaricare su Di Mario, che al Viviani non c'era, una rabbia che appartiene a un'altra partita. Di quello che faranno lui e i suoi assistenti domenica non sappiamo nulla, e non abbiamo elementi per dare giudizi prima del fischio d'inizio. Quello che sappiamo è che il Catania è quinto con 16 punti dopo dieci giornate, con il Cerignola a 17 davanti e il Potenza a 25, nove punti più su. In questa situazione una gara con il Giugliano al Massimino non ammette un'altra serata passata a discutere di episodi: la squadra deve mettersi nelle condizioni di non dipendere da nessuna decisione.

Qui sta la domanda che ci portiamo dietro dal Viviani. A Potenza il Catania ha tenuto il pallone per il 56% del tempo, ma le occasioni più pulite le ha costruite il Potenza, con Dini costretto a due interventi su Selleri. Si può discutere per settimane del gol annullato e del rigore, ed è legittimo. Ma una squadra che punta alla promozione diretta deve chiudere le partite prima che un arbitro possa deciderle. Domenica, contro il Giugliano, questa è la prima cosa che vogliamo vedere, qualunque sia la terna.

C'è poi un piano che non riguarda il campo. La piazza chiede alla società di farsi sentire in Lega dopo quello che è successo al Viviani, e finora dal club non è arrivata una parola pubblica sugli episodi di Potenza: nel dopo partita ha parlato solo Longo, nessun calciatore, nessun dirigente. La nostra opinione è che su certe cose il silenzio pesa quanto una dichiarazione. Non per cercare alibi, ma perché una società che vale la prima fascia del girone non può lasciare che a protestare siano solo i tifosi.

Domenica alle 15 al Massimino, davanti a Di Mario, Massari e De Chirico, il Catania ha una sola strada per chiudere il discorso Potenza: vincere senza lasciare margini.

Il resto è polemica. E la polemica, in classifica, non vale un punto.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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