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Logo Catania, scade il 14 ottobre: la vera partita comincia dopo l'asta

Il 14 ottobre è il termine ultimo per depositare la documentazione utile alla vendita del marchio storico, base 55mila euro: la Revolution Group Srl si è già mossa, il club conferma che parteciperà. Ma aggiudicarsi l'asta non chiude affatto la partita.

Logo Catania, scade il 14 ottobre: la vera partita comincia dopo l'asta
Logo Catania, scade il 14 ottobre: la vera partita comincia dopo l'asta — Grafica Arena Catania

Diciotto giorni. Tanto manca al 14 ottobre, scadenza fissata dalla curatela fallimentare per presentare le candidature alla vendita telematica del marchio storico del Catania — quello con lo scudetto a strisce rosse della vecchia società, fallita nel dicembre 2021. L'asta vera e propria è in calendario il giorno dopo, 15 ottobre, base d'asta 55mila euro. E a muoversi per prima, il 21 settembre, è stata la Revolution Group Srl, prima società a depositare la documentazione necessaria.

Non è la prima volta che il nome del Catania si lega a questo marchio: una prima manifestazione d'interesse era arrivata nel gennaio 2024, seguita da una proposta irrevocabile nel maggio 2025, caduta senza risposta. Stavolta la strada cambia: non più una trattativa privata, ma una gara pubblica aperta a chiunque depositi in tempo, Revolution Group compresa.

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L'avvocato del club Dario Motta ha confermato le intenzioni rossazzurre: «Parteciperemo all'asta per il logo storico». Una dichiarazione che arriva dopo due tentativi finiti nel silenzio, e che stavolta dovrà tradursi in un'offerta concreta al tavolo dell'asta, non in un annuncio di intenti.

Che la questione non sia percepita come un dettaglio burocratico lo ha già detto la Curva Nord, il 12 settembre, nella cornice di Catania-Scafatese: uno striscione con scritto «Sulla storia non si compra la gloria. Giù le mani dal logo!». Un avvertimento rivolto tanto a chi potrebbe soffiare il marchio quanto alla proprietà, chiamata a dimostrare di considerarlo un patrimonio da difendere e non solo un asset da valutare.

Perché anche vincere l'asta non chiuderebbe il discorso. Il fronte parallelo di Torre del Grifo — lavori fermati e poi ripartiti, ritardi nei pagamenti agli operai — racconta quanto sia complicato, per questa proprietà, rimettere ordine nei pezzi di storia e patrimonio lasciati dal fallimento. Riprendersi un simbolo è un conto; gestirlo, tenerlo, valorizzarlo è un altro capitolo, e la vicenda Torre del Grifo insegna che i tempi del Catania di oggi non sono sempre quelli della curatela.

Il tempismo, va detto, non aiuta la lettura della vicenda: la proprietà torna a farsi sentire su un tema identitario proprio nelle settimane in cui la squadra vive il peggior avvio di campionato dell'era Pelligra, undicesima con appena 7 punti. Sta alla dirigenza dimostrare che la partita sul logo non sarà un'altra offerta caduta nel vuoto, in un momento in cui la piazza ha già poco da perdonare.

Il calendario ora comanda: 14 ottobre per le candidature, 15 per l'asta. Solo allora si saprà chi ha in mano lo scudetto a strisce rosse — e se, dopo due tentativi a vuoto, sarà finalmente il Catania.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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