Sabato 17 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Sei cartellini e un rigore: cosa ha tradito il Catania al Viviani

Il Catania ha chiuso con il triplo delle ammonizioni del Potenza, e il contraccolpo del rigore al 66' è arrivato mentre Longo cercava ancora l'equilibrio con i cambi.

Cicerelli con la maglia del Catania FC
Cicerelli con la maglia del Catania FC — Foto: tuttoc.com

Sei ammonizioni, contro due. È il numero che racconta meglio di ogni altro cosa non ha funzionato nel 2-1 subito dal Catania sul campo del Potenza: Allegretto al 25', l'allenatore Emilio Longo al 38', Coda al 60', poi Caturano, Torrasi e Di Gennaro nel finale, tra l'89' e il 90'. Il Potenza, nello stesso arco di partita, ne ha presa una sola in più oltre a quella di D'Auria al 48': Manfredonia al 90'. Una squadra che si fa ammonire il triplo dell'avversaria nei minuti che contano non stava giocando con la lucidità che la classifica, quarta a un passo dal podio, avrebbe richiesto.

Il Catania era già sotto dal 3', il gol di Ghisolfi servito da D'Auria, e questo ha significato rincorrere per il resto della partita. Il gol annullato a Cicerelli al 37' ha tenuto viva la speranza di riequilibrare subito, ma la squadra di Longo si è ritrovata a gestire una gara in salita per quasi un'ora, prima di prendere anche lo schiaffo del rigore.

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Al 57' Longo ha mosso la panchina con un doppio cambio, Torrasi per Quaini e Lunetta per Masciangelo, nel tentativo di risalire la partita. Nove minuti dopo è arrivato invece il rigore di Castorani, che ha portato il Potenza sul 2-0: i cambi non hanno fermato l'emorragia nel momento in cui serviva. Le mosse successive, Caturano per Coda al 67', Cavuoti per Cicerelli al 68' e Liguori per Bruzzaniti al 72', sono arrivate tutte nel giro di un quarto d'ora, nel tentativo di ribaltare una partita già compromessa.

La reazione è arrivata solo al 90': prima il gol annullato a Cavuoti, poi quello buono di Allegretto, che ha riaperto, troppo tardi, il discorso punti. Ma proprio in quei minuti il Catania ha perso anche la testa: le ammonizioni a Caturano, Torrasi e Di Gennaro si sono accumulate mentre la squadra cercava il pareggio, segno che la fretta aveva preso il posto della lucidità.

Al Viviani non è mancato il carattere per andare a riprendere il risultato nel finale, ma è mancato tutto quello che viene prima: non prendere gol al 3', non arrivare al rigore con la partita già in salita, non accumulare cartellini mentre si cerca il pareggio. Il quarto posto resta a 16 punti, ma una squadra che vuole giocarsi la vetta non può permettersi di perdere l'equilibrio esattamente quando ne ha più bisogno.

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