Sabato 17 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Potenza frena il Catania: due gol annullati e troppi nervi persi

Il Catania perde al Viviani l'obiettivo che la piazza aveva fissato, interrompe tre vittorie di fila e si consuma in cartellini nel finale.

Potenza-Catania
Potenza-Catania — Foto: qds.it

Il Catania arrivava al Viviani con l'obiettivo che la piazza aveva messo nero su bianco: vincere lì, contro la capolista. È uscito con una sconfitta che interrompe la striscia di tre vittorie consecutive e che è iniziata già al 3', quando Ghisolfi, servito da D'Auria, ha punito il Catania al primo vero affondo di Potenza. Non è un dettaglio: perdere l'unico risultato che ci si era posti come obiettivo pesa più del punteggio scritto sul tabellone.

Tra il gol di Ghisolfi e il fischio finale la partita è stata equilibrata nei numeri: il Catania ha gestito più possesso (56% a 44%), ma Potenza ha tirato di più (15 a 13, 6 in porta contro 5) e ha guadagnato più corner (5 a 4). Il problema non è stato il livello del gioco, che non si è mai staccato dalla parità: è stato il momento in cui è contato. Al 37' Cicerelli ha trovato la rete ma è stata annullata; al 66' Castorani ha trasformato il rigore che ha messo la gara fuori portata; al 90' Allegretto ha riportato il risultato sul 2-1, ma un minuto dopo anche la rete di Cavuoti è stata annullata. Due gol tolti dal tabellino in una gara comunque in equilibrio dicono che, quando serve l'ultimo gesto, il Catania lo sbaglia o lo trova troppo tardi.

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C'è poi il tema della disciplina, che in questa gara pesa più del solito: sei ammonizioni dalla parte del Catania, a partire da Allegretto e dallo stesso Emilio Longo, ammonito dalla panchina già nel primo tempo, per arrivare a Coda, Caturano, Torrasi e Di Gennaro, con tre gialli addirittura nel giro del finale convulso che ha prodotto il gol di Allegretto e l'annullamento a Cavuoti. Una squadra - e una panchina - che si innervosisce così, proprio mentre cerca il pareggio, racconta una fragilità che Emilio Longo dovrà gestire: non è un episodio isolato se si perde lucidità nei minuti che decidono la partita.

In classifica il Catania resta quarto con 16 punti, ma la sconfitta allarga a nove lunghezze il distacco dalla capolista Potenza, che vola a 25, e lascia Bari e Sorrento vicinissime alle spalle. Non è un crollo: la squadra aveva vinto tre partite di fila prima di oggi, e la gara del Viviani non è stata una resa. Ma in un gruppo di testa così compatto non basta giocare alla pari: servono i punti, soprattutto quando in palio c'era l'obiettivo che la piazza stessa aveva fissato prima della gara.

Il Catania torna al Massimino domenica 25 ottobre contro il Giugliano, e lo fa dopo aver fallito l'appuntamento che la piazza aspettava. Chi è fiducioso in Emilio Longo lo resterà anche dopo questa sconfitta, ma il conto è già aperto: tre vittorie di fila prima di Potenza avevano alzato le aspettative, e un'uscita così nervosa nel finale non può ripetersi in casa, dove la pazienza per i passi falsi è sempre più corta.

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