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«Non smetto»: Spalletti cita Califano e chiude le voci sul suo futuro

Alla vigilia di Juventus-Lazio il tecnico bianconero liquida con una citazione di Califano ogni dubbio sulla panchina, poi spiega il vero senso della frase sui "70 anni" pronunciata a Cagliari e un retroscena sulla notte di Vigo.

Lo stadio della Juventus pieno durante una partita
Lo Stadium pieno in un giorno di campionato — Foto: Roberto Gearfil Lombardi · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 IT

«Non escludo il ritorno»: Spalletti prende in prestito l'epitaffio di Califano per rispondere a chi, dopo Cagliari, aveva letto nelle sue parole un accenno al ritiro. Alla vigilia di Juventus-Lazio lo dice senza girarci intorno: «Io non smetto: dopo la Juve ci sarà un'altra squadra, poi un'altra ancora e poi c'è anche il Califfo».

Quando gli si ricorda la frase pronunciata a Cagliari l'11 ottobre — «io non mi gioco il risultato di una singola partita, mi gioco la fine della mia carriera. Ormai ho 70 anni e voglio finire bene la mia carriera» — Spalletti chiede chi l'abbia detta, convinto che sia stata travisata per chissà quale disegno. Poi la rilancia a modo suo: «In ogni partita ci giochiamo anche un pezzettino della singola carriera. Sono giovanissimo». Il paradosso è suo: si definisce «giovanissimo» un allenatore che pochi giorni fa aveva ricordato di avere 70 anni, ma il messaggio che vuole far passare è un altro — la fretta di chi lo descrive già con la valigia in mano.

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Sul proprio ruolo nello spogliatoio rivendica una postura studiata: «Io ho un po' bisogno di essere nervoso. Io non ho nervoso, ma simpatia selettiva». E aggiunge che i calciatori «guardano un po' tutto, guardano anche le mie azioni» — un modo per dire che la tensione in panchina è un messaggio alla squadra, non un cedimento personale. Chiude con un'autoironia che resta addosso: gli sarebbe piaciuto avere un brutto carattere, «invece no».

Il resto della conferenza tocca temi già emersi in giornata — l'avvertimento sulle sabbie mobili di classifica e l'elogio al lavoro di Gattuso, Alvini e Pisacane sulla panchina della Lazio — e non vale la pena ripeterli.

Quello che non era emerso prima è il retroscena sulla notte di Vigo: «Siamo arrivati alle 4 di mattina, il giorno dopo abbiamo fatto una ricognizione dei postumi. C'è chi non ha dormito». Un dettaglio che pesa sulle scelte di domani, quando all'Allianz Stadium arriva una Lazio da 16 punti in 6 giornate, seconda in classifica. Sul piano della fisicità Spalletti indica chi può garantire sostanza contro una squadra «con giocatori alti e possenti»: Kolo Muani, Woltemade, Nico González. E un nome che torna a sorpresa nel suo ragionamento: «Bisogna andare a riprendere Gatti un'altra volta».

Il dilemma su Woltemade e Kolo Muani insieme resta aperto, lo ha già definito così lui stesso in giornata: le scelte definitive arriveranno solo a ridosso del fischio d'inizio. Resta un fatto, al netto delle citazioni: a due punti dal quarto posto, con la Curva Sud che domani diserterà l'Allianz Stadium per protesta, la Juventus si gioca molto più di tre punti alle 20:45 — e il suo allenatore, almeno su una cosa, non lascia margini di dubbio: non ha intenzione di andarsene.

Il video ufficiale

Fonte: La Stampa

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