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Il Napoli segna e si disunisce: capitato tre volte, Allegri chiede più cattiveria

Como, Inter e Fiorentina raccontano lo stesso film: gli azzurri passano in vantaggio e subiscono la risposta nel giro di pochi minuti. Allegri ne ha parlato con la squadra nello spogliatoio dopo il pareggio del Franchi.

Il Napoli segna e si disunisce: capitato tre volte, Allegri chiede più cattiveria
Il Napoli segna e si disunisce: capitato tre volte, Allegri chiede più cattiveria — Grafica Arena Napoli

Allegri l'ha chiesto a voce alta dopo l'1-1 di Firenze, prima della sosta per le nazionali: più cattiveria, davanti e dietro. L'ha detto nel dopo-gara al Franchi, e nello spogliatoio è andato in scena un confronto acceso con la squadra.

Il tecnico ha messo il dito in una piaga che si è aperta tre volte in questo avvio di campionato. Contro il Como, Højlund ha pareggiato sull'1-1, ma Baturina ha rimesso avanti i lombardi poco dopo: la gara è finita 1-2, con una difesa che ha imbarcato acqua. A San Siro, contro l'Inter, è sempre Højlund a firmare il 2-0, e la risposta nerazzurra arriva di nuovo a stretto giro, con Lautaro che riaccende la partita: finirà 3-2 per i padroni di casa. A Firenze, infine, Gilmour porta avanti il Napoli al 23', ma Jiménez pareggia già al 51', a inizio ripresa: il momento esatto in cui, per Allegri, la squadra avrebbe dovuto rallentare e compattarsi invece di continuare a correre.

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Tre partite diverse, lo stesso difetto: l'incapacità di leggere il momento in cui si è avanti. Non è un dettaglio da addetti ai lavori, è la differenza tra portare a casa punti e regalarli. E pesa ancora di più su una squadra che fatica a costruirsi occasioni da sola: dopo quattro giornate era la difesa a preoccupare più dell'attacco, ma davanti le cose non vanno meglio, con Højlund che in area di rigore tocca pochissimi palloni nonostante i due gol segnati in questo avvio.

Di chi è la responsabilità

La responsabilità tattica di questi episodi è di chi guida la squadra in campo: sta ad Allegri trovare il modo di blindare i momenti in cui il Napoli va avanti, e lui stesso lo ha riconosciuto affrontando il problema di petto nello spogliatoio di Firenze, non limitandosi a una dichiarazione post-partita. Il punto è che la richiesta di cattiveria arriva da un allenatore che ha scelto di non toccare il modulo — il 4-3-3 confermato anche nel test contro l'Avellino — e che quindi deve risolvere il problema con gli uomini e gli automatismi che ha già a disposizione.

Il contesto rende tutto più urgente. Il Napoli è nono con 7 punti dopo cinque giornate (2 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte), lontano dalla zona Champions che la società ha fissato come obiettivo minimo per il mandato di Allegri, arrivato il 3 luglio con un contratto fino al 2029. I due risultati utili consecutivi che chiudono questo avvio — l'1-0 al Bologna e l'1-1 di Firenze — non bastano a nascondere che, quando la squadra prova a chiudere una partita, si sfalda.

Sabato al Maradona arriva il Frosinone, alle 20:45. Se gli azzurri dovessero passare in vantaggio, sarà la prima occasione concreta per dimostrare di aver imparato la lezione del Franchi.

Fonte: Il Napolista

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