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Allegri prende a pugni le pareti dello spogliatoio dopo il pari di Firenze

Dietro il «usciamo arrabbiati» detto davanti alle telecamere c'è uno sfogo molto più duro: urla, pugni contro i muri e un allenatore che accusa la squadra di aver accettato il pareggio senza reagire.

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri — Foto: Original: Quirinale / Derivative work: Danyele · Attribution

Le telecamere di Dazn hanno raccolto solo la versione addomesticata. Nello spogliatoio del Franchi, subito dopo il fischio finale di Fiorentina-Napoli 1-1, Allegri ha dato pugni contro le pareti e alzato la voce contro un gruppo che aveva visto sfumare il vantaggio firmato da Gilmour al 23' senza nemmeno provare a reagire dopo il pareggio di Jiménez al 51'.

Non un disappunto qualunque: una critica frontale alla mancanza di fame e di voglia di vincere, con un messaggio recapitato senza troppi giri di parole ai giocatori — così non si può andare avanti, e il cambio deve arrivare in fretta. Allegri si è sentito tradito da una squadra che ha subito il pareggio senza scomporsi, un atteggiamento che il tecnico ha giudicato inaccettabile per un gruppo che a inizio stagione si era posto obiettivi ben diversi dal nono posto a 7 punti in cinque giornate.

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Il retroscena racconta anche altro: Allegri avrebbe iniziato a dubitare di alcune scelte di mercato prese in estate insieme al club, decisioni che lui stesso aveva condiviso in fase di programmazione e che ora, coi risultati sotto gli occhi, non gli tornano più così convincenti. È lo stesso mercato chiuso il 1° settembre con un saldo negativo, quello che la squadra doveva affrontare forte di uno spogliatoio già pronto a mordere.

Lo stesso copione dell'anno scorso, con un protagonista diverso

Il precedente più vicino è di dodici mesi fa, ed è scomodo da ignorare: anche Antonio Conte, nella stagione chiusa poi al secondo posto, aveva fatto trapelare il proprio malcontento, lasciando intendere che senza una svolta immediata se ne sarebbe andato. De Laurentiis aveva ricucito. Oggi Allegri manda lo stesso segnale, con modi diversi ma con la stessa urgenza: la pazienza ha un limite, e la squadra lo sa.

Che un allenatore mostri i muscoli nello spogliatoio dopo un pareggio arrivato in casa di un avversario diretto non è di per sé una notizia allarmante. Lo diventa se si somma a quello che sta già circolando da Castel Volturno in questi giorni di sosta: due episodi di tensione negli allenamenti, una sanzione interna a Lang giudicata blanda, un presidente che non si è fatto vedere. Un gruppo che doveva essere il valore aggiunto della stagione — quello che, secondo la società, non aveva bisogno di rinforzi perché già affamato — è lo stesso che ora il proprio allenatore accusa di essersi accontentato di un pareggio passivo.

La sosta per le nazionali resta l'unica finestra utile per ricomporre il quadro prima che si torni a fare sul serio. Il 10 ottobre, alle 20:45 al Maradona, arriva il Frosinone: sarà la prima occasione per capire se lo sfogo di Firenze ha lasciato un segno o se è rimasto chiuso tra quelle pareti.

Fonte: Spazio Napoli

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