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Di Canio: «Il Napoli ha un gruppo a fine ciclo». E mette Allegri accanto ad Ancelotti

Alla vigilia di Napoli-Lazio l'ex attaccante di entrambe le squadre paragona Allegri ad Ancelotti, dice che il Napoli ha pochi campioni e parla di un ambiente «elettrico». Della Lazio di Gattuso dice: «Prima o poi perderanno una partita».

Di Canio: «Il Napoli ha un gruppo a fine ciclo». E mette Allegri accanto ad Ancelotti
Di Canio: «Il Napoli ha un gruppo a fine ciclo». E mette Allegri accanto ad Ancelotti — Grafica Arena Napoli

«Ancelotti ha cominciato a essere gestore e al Napoli ha fallito, poi è tornato grande al Real Madrid». Paolo Di Canio, che ha giocato sia nella Lazio sia nel Napoli, apre così la vigilia della partita di domani alle 12:30 al Maradona. Il paragone con Allegri non lo fa per difenderlo. Lo usa per spiegare perché questo Napoli non funziona: «Allegri è bravo a far convivere campioni, ma ora non ne ha tanti. Il Napoli ha un gruppo a fine ciclo. E l'ambiente è elettrico».

Il richiamo ad Ancelotti, a Napoli, fa male due volte. De Laurentiis lo esonerò e al suo posto arrivò Gennaro Gattuso, lo stesso che domani si siede sulla panchina avversaria da primo in classifica. La Lazio ha 28 punti, nove vittorie e un pareggio in dieci giornate. Noi ne abbiamo 14, cioè la metà. Il quarto posto, l'obiettivo dichiarato con cui Allegri è arrivato, è a 9 punti.

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Lo spogliatoio entra in campo

La frase più dura di Di Canio non parla di tattica: «Una volta alla Juventus ci fu una lite tra Schillaci e Baggio. Quella stagione finimmo fuori dalle coppe dopo 27 anni. Quello che accade nello spogliatoio lo porti in campo». Non serve fare nomi per capire a cosa pensa. A Porto Lucca ha insultato De Bruyne, il club ha scelto di non multare nessuno dei due e dopo la partita Politano ha detto: «vorrei venisse qualche altro compagno a dare spiegazioni, non sempre noi italiani». Sono tre fatti dell'ultima settimana, e somigliano molto all'«ambiente elettrico» di cui parla.

Su un punto Di Canio va contestato. Dire «pochi campioni» assolve in parte l'allenatore e scarica tutto sulla rosa. Ma la rosa ha De Bruyne, McTominay, Højlund, Lobotka, gente con cui la scorsa stagione si è chiuso secondi a 76 punti. Il 4-1 del Dragão non si spiega solo con la mancanza di qualità. Tutti e tre i gol del Porto nella ripresa passano da giocatori entrati dalla panchina, mentre il primo cambio del Napoli è arrivato al 78'. La gestione è proprio ciò che si rimprovera ad Allegri, e Di Canio lo sfiora senza dirlo fino in fondo.

Dove ha ragione è sul «fine ciclo». Meret, Anguissa e De Bruyne hanno il contratto in scadenza a giugno 2027. Lucca è dato in partenza a gennaio, Lobotka anche. Il direttore sportivo Giovanni Manna lavora già al centrocampo di domani. Quando una squadra si prepara a cambiare metà dell'ossatura a stagione in corso, la parola «ciclo» smette di essere un'opinione.

Della Lazio Di Canio parla con affetto da ex: «Gattuso è credibile per un gruppo di ragazzi umili e affamati. Con lo stadio vuoto non hanno pressione se sbagliano, l'affetto i tifosi lo trasmettono in trasferta. Un mix paradossalmente perfetto. Questa Lazio sta diventando una cosa poetica eppure carnale». Domani i loro tifosi al Maradona non ci saranno: il prefetto ha vietato la vendita dei biglietti ai residenti nel Lazio.

Poi l'ultima frase, che a noi interessa più di tutte: «Prima o poi perderanno una partita». Gattuso non ha mai battuto Allegri, e alla vigilia lo ha ammesso. Dopo il 2-0 di Torino e il 4-1 di Porto, a Napoli nessuno chiede una partita poetica. Chiede che quella sconfitta arrivi domani, alle 12:30. Altrimenti il «fine ciclo» di Di Canio smette di essere una provocazione da intervista.

Fonte: AreaNapoli

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