Domenica 13 settembre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi azzurri
Ultim'ora
Il puntoAFFIDABILE

Ritiro a Pozzuoli alla vigilia del Bologna: Allegri chiude il gruppo, «meno si parla, meglio è»

Da ieri sera la squadra è chiusa in un hotel di Pozzuoli, scelta insolita per curare ogni dettaglio prima della sfida del Maradona. Un segnale di metodo, ma anche la prova di quanto sia stretto il momento dopo tre sconfitte di fila.

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri — Foto: Original: Quirinale / Derivative work: Danyele · Attribution

Il Napoli non è tornato a casa dopo l'ultimo allenamento: da ieri sera il gruppo è in ritiro in un hotel di Pozzuoli, a poche ore dal fischio d'inizio di oggi alle 18 al Maradona contro il Bologna. Non è una scelta di routine imposta dal calendario: è una decisione di Allegri, che vuole tenere la squadra unita e concentrata fino all'ultimo minuto utile prima della gara.

Il contesto in cui matura questa scelta è quello di tre sconfitte consecutive: Como, Inter e Arsenal. In campionato il Napoli è 12° con 3 punti dopo 3 giornate, frutto dell'unica vittoria a Genova e dei ko interni con Como e Inter; la caduta con l'Arsenal appartiene alla Champions League, torneo a parte, ma resta comunque la terza battuta d'arresto di fila nel computo delle ultime uscite. Un filo che la squadra deve interrompere subito, senza sconti.

Leggi anche Allegri, vigilia dura: «Col Bologna bisogna vincere, poche chiacchiere»

Ad ammetterlo è lo stesso allenatore, che alla vigilia ha scelto parole misurate ma dirette: «Ora servono i fatti: meno si pensa e si parla, meglio è per il gruppo». Una linea coerente con l'invito alla calma lanciato dopo l'Arsenal, quando aveva chiesto di non drammatizzare oltre misura: ma è un invito che vale doppio proprio perché arriva insieme a un ritiro anomalo a stagione in corso, non prima di un appuntamento di cartello a fine anno.

Il calendario, del resto, non lascia margine di manovra: Bologna oggi e Fiorentina nel prossimo turno sono le due sfide che Allegri considera decisive per allontanare la crisi prima della sosta per le nazionali. Solo dopo, con la ripresa del campionato fissata per il 10 ottobre contro il Frosinone alla sesta giornata, il tecnico livornese conta di poter dare alla squadra un'identità più definita. Fino ad allora, ogni punto pesa il doppio.

Il Bologna che arriva al Maradona non è nelle condizioni migliori: si presenta senza l'allenatore Domenico Tedesco, squalificato per due giornate, e senza quattro titolari — Zortea, Dovbyk, Orsolini ed El Azzouzi. Ma le attenuanti per il Napoli, dopo tre ko di fila arrivati anche contro avversari costruiti per soffrire meno di questi (il Como, l'Inter), si sono ridotte quasi a zero: il margine per un altro passo falso in casa è già stato consumato, e la squadra non ha ancora vinto tra le mura amiche in questa stagione.

Che la parola d'ordine sia il silenzio operoso, va bene: è il segno di una squadra che prova a chiudersi attorno al proprio lavoro invece di rincorrere le polemiche di questi giorni, dal mercato al calendario. Ma un ritiro a settembre, con l'infermeria piena tra gli assenti Meret, Alisson Santos e Anguissa e senza rinforzi arrivati in estate a coprire i buchi, dice anche che dentro Castel Volturno la tensione è più alta di quanto si voglia far credere fuori.

Il fischio d'inizio è alle 18 di oggi al Maradona. Da lì, e non dalle parole di questi giorni, si capirà se il ritiro di Pozzuoli è stato la scintilla giusta o solo un cerotto su una ferita più profonda.

Fonte: Il Napolista

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.