Allegri avverte la difesa: con lui o si riga dritto o si resta fuori
A un giorno dal Bologna il tecnico livornese non assolve nessuno per gli errori difensivi delle ultime tre gare: la formazione di domani cambia già pelle, e dopo la sosta ne arriveranno altre.

In conferenza stampa Allegri resta quello di sempre: paziente, misurato, mai sopra le righe. Ma nello spogliatoio il messaggio che ha fatto arrivare ai suoi è tutt'altro che morbido: con lui o si riga dritto o si resta fuori. Non è un ayatollah del possesso palla né un fanatico dell'agonismo a tutti i costi, ma sa che la prima regola del calcio italiano è non prendere gol — e in queste tre sconfitte di fila, Como, Inter e Arsenal, gli errori difensivi grossolani si sono accumulati uno dopo l'altro.
La luna di miele tra Allegri e l'ambiente non è finita, ma i segnali di un cambio di rotta ci sono già per la gara di domani. Spinazzola viene preferito a Olivera sulla fascia, Milinković-Savić prende il posto di Meret, fermato da una lesione all'adduttore. Sono aggiustamenti, non uno stravolgimento, ma la direzione è chiara: dopo la sosta, con i rientri di Marianucci e Beukema, i cambi aumenteranno.
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Sul piano tattico Allegri non ha abbandonato l'idea di partenza, il 4-3-3, ma non ci metterebbe molto a cambiare vino se l'uva lo richiedesse. La difesa a tre con Favasuli e Di Lorenzo braccetti non è un'ipotesi bocciata, anche se per ora non c'è ancora l'idea di partire dall'inizio con la retroguardia a cinque. Il canovaccio resta aperto, ed è un'ammissione implicita che con questa difesa qualcosa da limare c'è.
Quando Beukema tornerà al 100%, sarà lui a fare coppia fissa con l'intoccabile Rrahmani: lo stesso Beukema ha già spiegato di aver perso il ritiro estivo per un problema al tendine, oggi risolto. Rafa Marín, che nel frattempo ha risposto presente al test più duro della stagione contro l'Arsenal, resta comunque un'alternativa credibile per quel ruolo.
Badiashile, arrivato a Napoli senza aver completato la preparazione estiva, non è ancora pronto per partire titolare nonostante abbia già messo minuti nelle gambe: la rete di Thuram nella rimonta dell'Inter lo ha già marchiato, ma il tempo per dimostrare il proprio valore non manca.
Di Lorenzo, invece, resta l'unico davvero incedibile: capitano contro De Bruyne, ha retto anche nella notte più complicata e si prepara al ritorno in Nazionale. Per Allegri, come già per Conte e Spalletti prima di lui, è uno di quelli a cui non si rinuncia.
Il banco di prova per capire se l'avvertimento di Allegri produce effetti arriva domani alle 18:00 al Maradona, contro un Bologna reduce da un solo punto in tre giornate: prima ancora dei tre punti, la squadra deve dimostrare di aver smesso di regalare gol.
Fonte: Il Mattino Napoli




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