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Højlund, il digiuno che dura dal 5 settembre: Venezia può diventare il suo spartiacque

A Villarreal un altro episodio individuale pesa sulla sconfitta: l'attaccante danese sceglie ancora il dribbling invece del passaggio, mentre il gol gli manca dalla sconfitta interna con l'Inter.

Rasmus Højlund
Rasmus Højlund — Foto: VietnamJ25 · CC0

Un pallone che arriva comodo a due passi dal portiere, e Rasmus Højlund sceglie ancora una volta di stringere il campo invece di scaricare su un compagno meglio piazzato. A Villarreal succede proprio questo: mani in faccia, occhi bassi, muso lungo. Il gesto di un attaccante che il gol lo sente lontano, in una serata che per il Napoli si è chiusa 3-1.

Eppure la vicinanza al bersaglio c'era stata: al 22' Højlund aveva già colpito un palo, dopo che Rrahmani si era sbloccato all'8' con il vantaggio azzurro poi vanificato dalla rimonta di Mikautadze e Mouriño e dal sigillo finale di Oluwaseyi all'86'. Il digiuno personale del danese si allunga dal 5 settembre, giorno della sconfitta interna contro l'Inter: da allora Højlund non è più tornato al gol, in una stagione in cui le soluzioni offensive del Napoli restano ridotte all'osso — Giovane si è aggiunto alle rotazioni soltanto da Villarreal in avanti.

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Il punto è semplice e scomodo insieme: un centravanti che non segna rischia di incaponirsi, di arrivare con la testa bassa al centro dell'area senza la lucidità per concludere o per servire chi è messo meglio. Ed è esattamente quello che si è visto in Spagna, in una squadra che si stava già smarrendo da sola — con la tensione in panchina tra De Bruyne e Allegri nel secondo tempo e con Politano che nel post partita ha parlato di spirito di squadra mancante. La crisi di gol di Højlund non è un caso isolato: è un sintomo dentro un quadro più largo.

Il Venezia di sabato diventa così un crocevia doppio. Per la squadra, che dopo il 3-1 di Villarreal deve dare una risposta in campionato. E per Højlund, che di un'esultanza vera avrebbe bisogno più di chiunque altro per uscire dal digiuno. Il paradosso è che Allegri sta valutando rotazioni proprio in vista del calendario fitto che porta al Bodø/Glimt e poi alla Roma: Lucca si candida per una maglia da titolare e un riposo per Højlund non è da escludere. Se il turnover dovesse togliergli il campo, il digiuno rischia di allungarsi ancora, senza che il Penzo gli offra l'occasione per chiuderlo.

Sabato alle 15, al Pierluigi Penzo, si capirà se Allegri ha scelto di rischiare sul suo centravanti più pesante o di proteggerlo in vista degli impegni europei. In entrambi i casi, il problema resta lo stesso: un Napoli ottavo in classifica non può permettersi un attacco che segna poco e che, quando segna, coincide con le sconfitte.

Fonte: Il Mattino Napoli

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