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Politano, il vice capitano sotto processo: Allegri non lo tocca, la piazza sì

Titolare con Spalletti, Conte e ora Allegri, l'esterno resta un punto fermo tattico. Ma una parte della tifoseria lo contesta per i gol che non arrivano, e l'entourage conferma l'amarezza per le critiche.

Politano con la maglia del SSC Napoli
Politano con la maglia del SSC Napoli — Foto: napolike.it

Un giocatore che nessun allenatore ha mai tolto dall'undici titolare, e che allo stesso tempo si sente sotto processo: è la condizione in cui si trova oggi Matteo Politano. Massimiliano Allegri lo considera un tassello imprescindibile del suo scacchiere, nonostante in rosa ci siano alternative sulla fascia come Vergara e Neres, oltre a Giovane, ora fuori per l'operazione all'inguine del 3 settembre. Eppure l'esterno è finito al centro di un dibattito interno alla piazza, con una parte dell'ambiente che gli preferirebbe altri interpreti.

La domanda che circola è sempre la stessa: perché resta titolare se segna così poco? Una domanda che, secondo quanto raccontato dal suo agente, ha lasciato il segno: Politano non è contento della situazione ed è amareggiato per le critiche ricevute. Sul campo, il vice capitano azzurro continua a correre per due, onora la maglia fino all'ultimo minuto e raramente chiede il cambio anche quando è stremato — un atteggiamento che gli ha garantito la fiducia di tre allenatori diversi, da Spalletti a Conte fino ad Allegri.

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Il paradosso è che l'ultima prova di affidabilità di Politano coincide con uno dei momenti più dolorosi della stagione. A San Siro, nella sconfitta 3-2 contro l'Inter dello scorso 5 settembre, è stato lui a sbloccare il match al 50', prima del raddoppio di Höjlund al 53': un vantaggio di due gol che si è dissolto nella ripresa, tra la doppietta di Lautaro Martinez (56' e 90') e il gol di Thuram all'82'. Politano ha fatto la sua parte da titolare inamovibile; a cedere è stato il resto della squadra.

Il punto che l'esterno e il suo entourage provano a far passare è che un attaccante non si giudica solo dai gol, ma dall'equilibrio che porta alla manovra e dalla funzionalità tattica. Un argomento che regge fino a un certo punto: se Politano avesse compiti meno orientati alla fase difensiva, sostiene chi lo difende, potrebbe mostrare con più continuità le qualità realizzative che gli hanno permesso di restare sempre titolare negli ultimi anni.

Il contesto in cui la critica esplode non è casuale. Il Napoli arriva da tre sconfitte consecutive — Como, Inter e Arsenal in Champions — ed è dodicesimo in classifica con 3 punti dopo tre giornate di campionato, gol fatti e subiti in parità a 5-5. La difesa ha concesso 76 tiri complessivi nelle ultime tre partite, una media di 25 a gara, un dato che si somma ai 4,05 gol attesi lasciati all'Arsenal mercoledì scorso: il valore più alto mai registrato dal Napoli nei dati Opta. In un momento in cui la squadra fatica a segnare e soprattutto a non prendere gol, prendersela con l'unico esterno che garantisce equilibrio rischia di essere la critica sbagliata, rivolta all'uomo sbagliato.

Oggi pomeriggio, alle 18 al Maradona, il Napoli affronta il Bologna senza aver ancora vinto in casa in questa stagione. Nelle probabili formazioni circolate alla vigilia il ballottaggio di centrocampo riguarda Vergara e De Bruyne, non la fascia di Politano: segno che, caso o non caso, per Allegri la maglia dell'esterno resta la meno in discussione di tutte.

Fonte: AreaNapoli

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