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Benitez promuove la Roma: «Contro il Real ha giocato molto, ma molto bene». E stasera i 4 punti

Alla vigilia del terzo turno di Champions l'ex tecnico di Napoli e Inter indica nel gioco di Gasperini il fattore che compensa le assenze. Stasera alle 21 all'Olimpico, battere lo Slovan vale quota 4.

Rafael Benítez
Rafael Benítez — Foto: Дмитрий Журавель · CC BY-SA 3.0

«Battere lo Slovan significa mettersi a 4 punti in classifica. Però io insisto: contro il Real la Roma ha giocato molto, ma molto bene». Rafa Benitez, in un'intervista alla vigilia della terza giornata di Champions League, sceglie la Roma come esempio di squadra che dalla sconfitta col Real Madrid può uscire con la testa alta. Il conto è presto fatto: un punto raccolto a Istanbul col Fenerbahçe, zero col Real, e stasera alle 21 allo Stadio Olimpico i tre punti con lo Slovan Bratislava porterebbero la League Phase giallorossa a quota 4.

Il ragionamento di Benitez parte da lontano. Nulla è perduto per le italiane, dice, «lo sanno meglio di me uomini di calcio come Chivu, Allegri, Fabregas e Gasperini. Loro sono le prime certezze. Ci sono partite per niente semplici, ma sanno cosa li aspetta». Poi il passaggio dedicato a noi, sulle assenze che da una settimana riempiono i bollettini di Trigoria: «Le assenze di Gasperini? Ha un gioco che l'ha aiutato a battere il Genoa con padronanza. È quello il fattore decisivo, probabilmente. E poi torna Malen».

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Il riferimento al Genoa è il 2-0 di sabato, con Castro al 50' e Lulli al 68', ottenuto senza Malen squalificato, senza Koné e senza Dybala e Cristante, con sette cambi nell'undici e la seconda porta inviolata consecutiva dopo lo 0-0 di Como. Quello al Real è il 3-4 del 14 ottobre, la sera del ritorno della Champions all'Olimpico dopo 3.165 giorni: De Roon al 20', Malen al 51' e al 57' a ribaltare per due volte la partita, prima dei gol di Endrick all'85' e di Rüdiger al 90'. È lì che Benitez vede la Roma vera, e il fatto che un allenatore di quel curriculum insista due volte sul «molto, ma molto bene» pesa più di un complimento di cortesia.

Resta il punto che a noi interessa di più: il gioco basta quando la lista degli indisponibili è questa? Svilar fuori fino almeno al 21 novembre, Koné con la lesione al bicipite femorale, Cristante che punta Napoli il 24 ottobre, Dybala fermo fino a dopo la sosta per la lesione trovata dalla risonanza. Benitez risponde che il sistema vale più dei nomi, e la partita col Genoa gli dà ragione. Ma lo Slovan, pur ultimo a 0 punti con 9 gol subiti e un 6-1 incassato a Parigi, non è il Genoa: è una gara europea in casa, e la Roma in Europa all'Olimpico ha perso 4 delle ultime 6. Gasperini lo sa, e alla vigilia non ha girato intorno al punto: «Abbiamo bisogno di vincere domani».

C'è poi un dettaglio che Benitez tocca di sfuggita e che per noi è il più concreto: «E poi torna Malen». L'olandese ha scontato la squalifica ed è disponibile, dopo la doppietta al Real che ha convinto anche il difensore dello Slovan Wimmer a definirlo «pazzesco». Con Dybala fuori e Mora in ballottaggio con Pellegrini, è lui il giocatore che può trasformare il gioco di cui parla Benitez in gol. Gasperini ha aperto anche al doppio centravanti con Castro, più a gara in corso che dall'inizio.

Il bersaglio fissato dal tecnico resta quello dichiarato a Trigoria: «dieci punti, forse undici» per la qualificazione. Da 1 a 4 stasera, poi il 3 novembre a Old Trafford col Manchester United. Benitez ci vede una squadra con un'identità precisa. A noi basta che l'identità si traduca in tre punti.

Alle 21 si vede se ha ragione.

Fonte: ForzaRoma

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