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Castro, 105 minuti in campionato e due legni contro l'Atalanta: l'investimento da 36 milioni aspetta ancora

L'attaccante argentino, il colpo più oneroso dell'estate giallorossa, resta dietro Malen nelle gerarchie di Gasperini: la sosta e la convocazione di Scaloni arrivano nel momento più complicato della sua stagione romana.

Castro con la maglia del AS Roma
Castro con la maglia del AS Roma — Foto: asroma.com

Centocinque minuti in cinque giornate di Serie A, zero presenze in Champions League. Sono i numeri con cui Santiago Castro arriva alla sosta, mentre a pochi metri da lui, nello stesso reparto, Donyell Malen ne ha giocati quasi il triplo e ha già segnato sei gol.

Castro non è un acquisto qualunque: è il primo colpo dell'estate targata Friedkin ed è costato 36 milioni di euro più il 10% su una futura rivendita, versati nelle casse del Bologna. È il trasferimento più oneroso della sessione, il tipo di cifra che normalmente si accompagna a una maglia da titolare fissa. Non è questo il caso, e la distanza fra l'investimento e il minutaggio è un fatto che la Roma non può far finta di non vedere.

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Alla scarsità di occasioni si è aggiunta la sfortuna: contro l'Atalanta, una delle rare gare in cui ha avuto spazio, Castro ha colpito due legni. Episodi che non cambiano una classifica marcatori ferma a zero, ma che raccontano di un attaccante vicino al gol più di quanto dicano i numeri nudi.

Dall'altra parte del ballottaggio c'è un Malen che Gasperini considera ormai incedibile, valutato sui 60 milioni dopo un avvio da sei reti e un assist in cinque partite. Le gerarchie, al momento, sono chiare: l'olandese gioca sia in campionato che in Champions, l'argentino aspetta il suo turno anche quando l'allenatore lascia intendere che il ballottaggio resti aperto.

In questo quadro arriva la convocazione di Lionel Scaloni per la Nazionale argentina, un riconoscimento che a Trigoria conta come segnale di fiducia in un momento in cui lo spazio in giallorosso scarseggia. Non basta certo a colmare un digiuno di 105 minuti, ma dice che fuori dai confini di Trigoria il classe 2004 resta un nome che pesa.

Il vero banco di prova arriva dopo la sosta: undici partite in 45 giorni fra l'11 ottobre e il 25 novembre, fra campionato, Champions League e Coppa Italia. Un calendario di quella densità difficilmente si affronta con un solo centravanti, e a quel punto la panchina di Castro dovrà per forza aprirsi di più — non per generosità, ma per necessità di gambe fresche.

Resta il nodo di fondo: 36 milioni più una percentuale sulla rivendita sono una cifra che a Trigoria si è scelto di investire sapendo che Malen era già in rosa. Se lo spazio per Castro arriverà solo con l'emergenza da calendario fitto, la domanda su quanto quell'investimento sia stato pianificato bene resta lì, e non è la sosta a poterla archiviare.

Fonte: RomaNews

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