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Como-Roma, il precedente di marzo pesa: rosso a Wesley e niente strette di mano

Al Sinigaglia, l'11 ottobre, la Roma ritrova il campo dove sette mesi fa un vantaggio si trasformò in una sconfitta 2-1 complicata anche fuori dal rettangolo di gioco.

Como-Roma, il precedente di marzo pesa: rosso a Wesley e niente strette di mano
Como-Roma, il precedente di marzo pesa: rosso a Wesley e niente strette di mano — Grafica Arena Roma

Diciotto giorni e la Roma torna in campo dopo la sosta, e lo fa proprio al Sinigaglia di Como, domenica 11 ottobre alle 12:30. Non è una trasferta come le altre: il 15 marzo 2026 la squadra giallorossa uscì da quello stadio con una sconfitta per 2-1 che a lungo era sembrata poter prendere tutta un'altra direzione.

Quella partita era partita bene, con il vantaggio iniziale della Roma. Poi tutto cambiò nella ripresa: il pareggio del Como, il secondo giallo a Wesley che lasciò i giallorossi in dieci, la superiorità numerica sfruttata dai lariani fino al gol di Diego Carlos nel finale che chiuse il conto sul 2-1.

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Il punteggio, però, non fu l'unico capitolo di quella domenica. La gara si complicò anche fuori dal campo: decisioni arbitrali contestate, proteste, tensione crescente tra le due panchine, fino al mancato saluto finale tra gli allenatori a fischio finale — un dettaglio che alimentò polemiche nei giorni successivi.

Sette mesi dopo il contesto è cambiato. La Roma che torna al Sinigaglia è quella di Gian Piero Gasperini, arrivato in giallorosso nell'estate 2026: prima in classifica con 13 punti in 5 giornate (4V 1N 0P, gol 14-3), a pari merito con Inter e Lazio, con cinque risultati utili consecutivi alle spalle dopo il 2-2 casalingo con l'Inter del 19 settembre. Una squadra diversa, con un centrocampo che si regge su quattro uomini — Koné, Cristante, Pisilli e de Roon — e un attacco che ha già trovato sette marcatori diversi tra campionato e Champions.

Dall'altra parte c'è ancora il Como di Fabregas, reduce dalla sconfitta contro il Frosinone nell'ultima gara giocata prima della sosta. In casa lariana la sfida contro i giallorossi è già stata indicata come un obiettivo dichiarato durante le tre settimane di stop dalle nazionali.

Il precedente di marzo non serve a rifarsi: sarebbe la lettura più comoda e anche la meno interessante. Serve semmai a misurare quanto questa Roma sappia reggere una partita quando smette di essere solo una questione tecnica — un episodio, un cartellino, un torto arbitrale vero o presunto — e diventa una prova di nervi. È lì che si è complicata la gara di marzo, ed è lì che si gioca anche un pezzo dell'11 ottobre, prima di una striscia di undici partite in 45 giorni che porterà la squadra di Gasperini dritta al Real Madrid il 14 ottobre.

Fonte: Voce Giallorossa

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