Gasperini: «Lo scudetto se ne parla dopo venti partite, i difetti fatico a trovarli»
In un'intervista esclusiva a Sky Sport, a due giorni dalla sfida con l'Inter, il tecnico giallorosso frena sulle etichette e mette in fila le vere sfide che aspettano la sua Roma: Como, i nerazzurri e il Real Madrid.

A due giorni da Roma-Inter, Gian Piero Gasperini si è raccontato ai microfoni di Sky Sport in un'intervista esclusiva. Alla domanda diretta — si può sognare lo scudetto, dopo quattro vittorie in quattro giornate? — ha risposto senza girarci intorno: «Non è questo il modo di alzare l'asticella. L'asticella non si alza mettendo degli obiettivi più o meno raggiungibili: si alza migliorando ogni giorno, lavorando su noi stessi attraverso questa varietà di giocatori con tutte le proprie caratteristiche, cercando di fare meglio ogni volta».
Il tecnico rivendica comunque il diritto di aspettarsi un avvio così: «Me lo auguravo, più che aspettarmelo. D'altronde avevamo la convinzione di avere alle spalle un buon rodaggio, e una squadra che partiva avvantaggiata rispetto all'inizio della scorsa stagione: siamo insieme da più tempo, ci conosciamo meglio, tante cose le abbiamo già assimilate». Poi la frenata sui tempi: «Di obiettivi si può parlare solo dopo una ventina di partite. Fissarli dopo quattro o cinque giornate non ha senso». La Roma è ferma a quattro, prima in classifica a pari punti con l'Inter ma avanti per differenza reti: per Gasperini l'unico traguardo dichiarabile oggi resta uno, «stare in alto in classifica».
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Alla domanda su un pregio e un difetto della sua squadra, Gasperini ride: «I difetti faccio fatica a citarli. Di certo qualche difetto lo abbiamo di sicuro, altrimenti non avrei più niente da fare, e quindi continuerò a cercarli, però con una ricerca sempre più certosina: i difetti grandi li abbiamo eliminati». Sul pregio non ha dubbi: «È che si è creata una grande unità tra ambiente, squadra, tifoseria e società, e questo è qualcosa che ti aiuta a lavorare bene e ti dà fiducia per fare i migliori risultati».
Dopo oltre un anno a Roma, il tecnico racconta anche il proprio rapporto con la città: «L'ambiente influenza tantissimo. Ma come ho sempre detto, influenza in modo positivo, non negativo, perché è un ambiente di grande passione e di grande amore verso la propria squadra». E aggiunge: «Da parte mia ho cercato da subito di entrare con una professionalità che mi ha accompagnato sempre nella carriera, cercando di farmi apprezzare per il lavoro svolto. In questo momento sento molto apprezzamento intorno a me, e questo è anche un grande stimolo a cercare sempre di ripagare questa fiducia».
Sulle prossime sfide che misureranno il livello della sua squadra, Gasperini corregge chi gli cita solo Inter e Real Madrid: «Ha dimenticato il Como in mezzo, che viene prima del Real Madrid e che ritengo una squadra che sta facendo passi davvero giganti. La considero ormai tra le big del campionato». Sulle altre due: «Certo che l'Inter e il Real Madrid sono due squadre di grandissimo blasone e valore a livello europeo, e credo che ci siamo meritati la possibilità di giocare contro l'Inter da primi in classifica e contro il Real Madrid in Champions. Sarà il momento per misurarci e per vedere, al cospetto di queste squadre, cosa siamo in grado di fare».
Parole che fotografano bene il momento: una squadra che vince e convince, ma il cui allenatore rifiuta ogni scorciatoia verbale sulle ambizioni. Sabato alle 18, con l'Olimpico sold out, si comincia a rispondere sul campo.
Fonte: Voce Giallorossa




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