«Aiuto, aiuto»: a Old Trafford una tifosa della Roma vede un ragazzo a terra, tenuto fermo da quattro o cinque steward
La testimonianza, diffusa sui social dall'avvocato Lorenzo Contucci, descrive un corridoio di neanche due metri e un ragazzo immobilizzato con la lingua fuori dalla bocca. Le accuse sono gravissime e qualcuno, a Manchester, deve rispondere.

«Ahi, ahi! Aiuto, aiuto!». Una tifosa della Roma racconta di aver sentito queste grida da dentro un bagno di Old Trafford, la sera del 3-2 con il Manchester United. Quando ha aperto la porta, nel corridoio c'era un ragazzo a terra, tenuto fermo da almeno quattro o cinque steward: «Aveva i jeans abbassati, le mutande fuori, la testa girata di lato e la lingua fuori dalla bocca».
Degli arresti e del tifoso colto da malore abbiamo già scritto. Questa testimonianza è un'altra cosa: l'ha pubblicata sui social l'avvocato Lorenzo Contucci ed è il racconto in prima persona di chi dice di aver visto la scena da pochi metri, senza nessuno in mezzo.
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Il racconto comincia alla scala E232, dove la donna dice di essersi trovata davanti a «un vero e proprio plotone di esecuzione». Chiede di andare in bagno e le dicono di no. Ha vissuto in Inghilterra e parla perfettamente inglese: spiega a uno steward che non può impedirglielo, e un altro steward, «molto alto», la lascia passare. Racconta di essere stata l'unica ad attraversare quel muro di steward schierati davanti all'ingresso dei bagni delle donne. Poi sente dei rumori sordi e tiene chiusa la porta. Spiega anche perché: le era tornato in mente un episodio di anni prima allo stadio della Juventus, quando alcuni tifosi della Roma erano entrati nei bagni danneggiando tutto e cercando di aprire le porte con le persone dentro. È un dettaglio che conta, perché chi racconta non presenta i romanisti come santi. Racconta quello che ha visto.
«Io vedevo perfettamente tutta la scena, perché tra me e loro non c'era nessuno. Il corridoio era strettissimo, neanche due metri». Gli steward, dice, continuavano a tenerlo fermo e facevano muro rispetto agli altri tifosi. Fra loro riconosce anche quello che poco prima l'aveva autorizzata ad andare in bagno.
Nel post c'è anche una ricostruzione di quello che sarebbe successo prima, attribuita a una fonte che non viene nominata. Il ragazzo sarebbe stato prelevato all'uscita vicino ai boccaporti, buttato a terra, ammanettato e schiacciato al torace e alla testa, poi preso a calci mentre diceva in inglese «I don't breathe». Infine, sempre secondo questa ricostruzione, sarebbe andato in asfissia cerebrale e sarebbero servite manovre rianimatorie. Bisogna dirlo chiaramente: questa parte è di seconda mano e viene da qualcuno di cui non conosciamo il nome. Va trattata come un'accusa, non come un fatto accertato. C'è poi una differenza che pesa. Nella testimonianza diretta a tenere fermo il ragazzo sono gli steward, non i poliziotti. Per capire chi deve rispondere di cosa, questa distinzione non va persa.
Le domande che restano
Ce n'è una che viene prima di tutte le altre: chi è quel ragazzo e come sta oggi? Non lo sappiamo, e su un caso del genere non è un dettaglio. Il quadro di quella notte lo conosciamo: oltre 3.000 romanisti a Manchester, l'ingresso in comune con i tifosi di casa, la frase «Ci hanno trattato da cani», un arresto prima della partita e tre dopo. Questa testimonianza aggiunge la scena più dura di tutte. Finora non abbiamo una presa di posizione del club da riportare. Quando un tifoso della Roma finisce a terra in uno stadio straniero e chi era presente parla di manovre rianimatorie, una parola della società la aspettiamo. Non lo diciamo per schierarci, ma perché quei tifosi in trasferta ci erano andati per la Roma.
La prossima trasferta europea è PSG-Roma, il 25 novembre alle 21 al Parc des Princes, con i biglietti venduti solo tramite Ticketplace. Mancano venti giorni. Prima di quella sera chi è stato a Old Trafford ha diritto di sapere cosa è successo in quel corridoio.
Fonte: ForzaRoma




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